Economia, per Morgan Stanley siamo già in espansione

15 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

L’economia globale è entrata in un nuovo ciclo di espansione e la produzione tornerà ai livelli di crisi pre-coronavirus entro il quarto trimestre.

È il parere degli economisti di Morgan Stanley, che diffondono in mattinata un messaggio di ottimismo sulla ripresa economica, al momento sotto pressione per via delle misure di lockdown prese dai vari governi per frenare la curva dei contagi da Covid-19.

“Abbiamo maggiore fiducia sulla nostra ipotesi di una ripresa a V, date le recenti sorprese al rialzo dei dati sulla crescita e dell’azione politica”, hanno scritto gli economisti guidati da Chetan Ahya in una nota di ricerca sulle prospettive di metà anno del 14 giugno.

Prevedendo una recessione “brusca ma breve”, gli economisti hanno affermato di stimare una crescita del PIL globale pari a -8,6% su base annua nel secondo trimestre, in recupero  al 3,0% entro il primo trimestre del 2021.

Tre i motivi principali che fanno ben sperare:

  • Non si tratta di uno shock endogeno innescato da enormi squilibri;
  • Le pressioni sul deleveraging saranno più moderate;
  • Il sostegno politico alla crisi è stato decisivo, considerevole e sarà efficace nel favorire la ripresa. È probabile che il supporto ufficiale non si riduca presto, con le banche centrali e i ministeri delle finanze che continueranno a pompare denaro nelle rispettive economie, secondo la nota ripresa da Bloomberg.

Sul fronte sanitario, “nel nostro caso di base, supponiamo che entro l’autunno si verificherà una seconda ondata di infezioni, ma che sarà gestibile e comporterà blocchi selettivi“, spiegano gli economisti, citando uno scenario in cui un vaccino sarà ampiamente disponibile entro l’estate del 2021. “Al contrario, ipotizziamo nel nostro caso orso di rientrare nelle rigorose misure di blocco attuate all’inizio di quest’anno”, hanno scritto.

Le opinioni di Morgan Stanley sono in contrasto con le prospettive più caute circolate in questi giorni, tra cui quelle del Fondo monetario internazionale, che la scorsa settimana ha avvertito che l’economia globale si sta riprendendo più lentamente del previsto e permane “profonda incertezza” intorno alle prospettive.

Stime all’insegna della prudenza sono arrivate anche dagli economisti di JPMorgan Chase & Co. guidati da Bruce Kasman che hanno evidenziato il rischio che l’aumento del debito e dei deficit possano costringere i governi a ridurre il loro massiccio stimolo fiscale.

“Si tratta di un fattore importante, che è alla base delle nostre previsioni di una ripresa incompleta entro il 2021”, hanno affermato gli economisti di JPMorgan.