Economia, italiani più fiduciosi ma ancora prudenti

23 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Italiani più fiduciosi, anche se ancora prudenti. E’ l’identikit che emerge dalla survey “Global Consumer Confidence” di Nielsen relativa al secondo trimestre 2014, eseguita su un campione di 30mila individui in 60 Paesi.

Secondo Nielsen la fiducia degli italiani cresce di 6 punti nel secondo trimestre 2014 rispetto al primo, toccando quota 51. L’Italia ha avuto anche l’incremento di fiducia maggiore dopo l’India (+7) e le viene accreditato anche un effetto traino sul trend europeo, il cui indice complessivo ha guadagnato due punti arrivando a quota 77.

Fiducia maggiore, sì, ma realismo, anche. Infatti dall’indagine emerge anche una sostanziale prudenza dovuta dalla consapevolezza che la situazione resta critica: secondo il 95% degli intervistati da Nielsen l’Italia è attualmente in fase di recessione anche se in miglioramento rispetto al medesimo periodo del 2013. Gli italiani risultano più ottimisti rispetto alla media Ue e a francesi e spagnoli circa le prospettive di uscita dal tunnel della crisi: per il 56% dei nostri connazionali (4 punti in meno rispetto ai primi tre mesi dell’anno)non si uscirà dalla congiuntura negativa nei prossimi 12 mesi. La media Ue sale al 58%, mentre a pensarla così sono il 72% degli intervistati francesi e il 73% di quelli spagnoli.

Ma «il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori italiani – spiega Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia – si inserisce all’interno di un contesto politico in cambiamento con l’insediamento di un nuovo esecutivo che ha promesso l’adozione immediata di misure anti-crisi». Secondo Fantasia, «pur rimanendo ancora vigili nei comportamenti di acquisto e consumo, gli italiani mostrano piccoli segnali di miglioramento sul clima economico e sulla percezione del futuro rispetto al primo trimestre: segnali di fiducia che vanno colti e soprattutto conquistati, pena la conferma, anche per quest’anno, di un trend di fiducia che ha visto l’Italia scendere ai minimi storici”.