E’ QUASI CERTO CHE LA FED AUMENTERA’ I TASSI

4 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Federal Reserve ha fatto del proprio meglio per aiutare l’economia ad avere una transizione tranquilla verso l’anno 2000: ha mantenuto stabili i tassi d’interesse alla riunione di dicembre, e ha messo in circolazione un enorme quantita’ di denaro liquido per eveitare i problemi del Millennium Bug.

Ora che la crisi e’ stata superata senza intoppi, gli analisti si chiedono come la Fed intenda agire nei confronti dei tassi e di questa extra liquidita’.

L’opinione maggioritaria e’ di un aumento dei ”fed funds”, cioe’ i tassi a breve, di un quarto di punto nel meeting dell’1 e 2 febbraio del’Open Market Committee, anche se da piu’ parti si teme un incremento doppio.

Di sicuro i mercati fiutano un aumento, e si teme anche per i tassi dei fondi federali, tant’e’ che Wall Street e’ in forte calo oggi, e l’indice Dow Jones Industrial Average e’ sceso gia’ lunedi’ di 139 punti a 11357. Il rendimento sui titoli obbligazionari ha raggiunto i livelli piu’ alti degli ultimi due anni, al 6,60%.

A scongiurare l’aumento potrebbero essere i segnali di un rallentamento dell’economia, ma i primi dati resi noti ieri non lasciano dubbi che la crescita sia continuata anche in dicembre.

Gli investitori sono pressoche’ certi che una stretta economica sia vicina e il mercato dei futures a Chicago, che scommette sui movimenti della Fed basandosi sull’andamento dei contratti legati ai titoli del Tesoro, opera con la certezza al 125% di un incremento di 1/4 di punto.

“L’economia e’ sull’orlo del surriscaldamento e i mercati ritengono che la banca centrale debba agire piu’ aggressivamente”, commenta Kevin Flanagan, money-market economist di Morgan Stanley Dean Witter. “Si continua a parlare di un aumento di mezzo punto percentuale a febbraio seguito da ulteriori strette durante l’anno”.

Un incremento di tale portata, pero’, non sembra rientrare nello stile di Alan Greenspan, chairman della Fed, che di solito preferisce muoversi con cautela, soprattutto nel caso di un’inflazione sotto controllo.

Anche senza drammatiche mosse della Fed, i mercati potrebbero comunque reagire alla diminuzione di liquidita’. Alla fine dell’anno, infatti, le banche avevano richiesto e ottentuto dalla banca centrale americana un incremento di denaro liquido per far fronte alla potenziale richiesta dei clienti nel timore di problemi legati al Millennium Bug.

Ora la Federal Reserve dovrebbe cercare di togliere dalla circolazione questo eccesso di liquidita’, attraverso i cosidetti ‘repurchase agreement’.

Quando la banca centrale acquista Treasuries dalle banche, li paga in contanti, aumentando quindi la liquidita’, quando vuole riprendersi il contante, vende i titoli alle banche in cambio di liquidita’.