E ORA I BROKER ONLINE DIVENTANO BANCHE ONLINE

3 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Ormai molte societa’ di brokeraggio online si stanno equipaggiando per estendere i propri servizi offrendo in rete anche i prodotti di banca. TD Waterhouse (TWE) e’ all’avanguardia, mentre E*Trade Group (EGRP), che e’ in procinto di concludere l’accordo per l’aquisto della banca telematica Telebank (TBFC) per una cifra di 1,8 miliardi di dollari, vuole offrire un servizio simile ai suoi clienti nel prossimo futuro.

Dal canto suo, Mydiscountbroker.com, la divisione di intermediazione online di Southwest Securities, si sta adoperando per renderlo effettivo in breve termine.

Quest’anno, Southwest proporra’ in rete Mybankusa.com, un sito che permettera’ ai gia’ numerosi utenti di Mydiscountbroker.com di staccare assegni e pagare bollette, il tutto dal proprio computer di casa. Il progetto e’ stato sviluppato dalla First Savings Bank di Arlington, una banca texana di cui la Southwest detiene il pacchetto di maggioranza avendo comprato un controvalore in azioni di 151 milioni di dollari.

Il Federal Office of Thrift Supervision (OTS) deve ancora dare il via libera definitivo alle acquisizioni di entrambe le societa’, ma sembra non ci saranno problemi. Cio’ potrebbe spingere altre societa’ di intermediazione online ad entrare nel mercato dell’ Internet Banking in modo da diversificare l’offerta in un settore che conta piu’ di 150 societa’ operanti in rete e che inizia a essere saturo.

Bruce Zucker, presidente di Mydiscountbroker.com, sottolinea quanto sia importante, operando in Internet, mettere a disposizione dei propri clienti il maggior numero di servizi possibili come il pagamento delle bollette, il comprare un CD o ancora il rifinanziamento del mutuo.

Secondo alcune previsioni, di qui a tre anni il numero degli utenti nei soli Stati Uniti arrivera’ a 26 milioni. Un risultato impressionante se paragonato ai 20 milioni di investitori che si avvarranno di Internet per la compra-vendita di titoli. Non puo’ sorprendere, quindi, la volonta’ di entrare in un settore a cosi’ alta potenzialita’ e non lasciare tutto lo spazio alle sole banche di concezione classica.

Patrick DiChiro, portavoce di E*Trade, sembra essere convinto che le societa’ di brokeraggio online hanno il vantaggio di rivolgersi a un pubblico per nulla diffidente verso le potenzialita’ della rete, avendo gia’ molti clienti abituati a spostare i loro capitali via Internet. “E’ lo sbocco piu’ naturale per questo tipo di attivita’” dice.

Il passaggio al settore del Internet Banking, tuttavia, non e’ immune da rischi. Nonostante le rosee previsioni, sembra che il pubblico non stia assumendo lo stesso atteggiamento di fiducia che si e’ avuto verso l’intermediazione di titoli online. L’esperienza di alcuni grandi gruppi come Citigroup (C) e Wells Fargo (WFC), con solo 8 milioni di utenti, e persino di Telebank, una delle poche banche a gestione puramente telematica con solo 100 mila conti correnti aperti, mette in evidenza una certa diffidenza verso questo tipo di prodotto.

A parte l’atteggiamento del pubblico, un’altro ostacolo per entrare nel settore del Internet Banking e’ rappresentato dalla OTS, l’agenzia federale che regola le societa’ di gestione del risparmio e le banche e che attualmente raccoglie 5 delle 8 banche che, negli Stati Uniti, operano in rete. Da sette mesi, le autorita’ della OTS, per esempio, stanno indagando sull’acquisizione di Telebank da parte di E*Trade per determinare se Softbank, il maggiore azionista di E*Trade con il 25%, abbia interessi sul controllo di Telebank e, quindi, sia soggetto alla giurisdizione della stessa OTS. Naturalmente Softbank sta cercando di dimostrare il contrario poiche’ altrimenti sarebbe costretto a diminuire la sua presenza in E*Trade di alcuni punti percentuale.

Il grande ritardo sulla decisione della OTS sul caso E*Trade ha lasciato spazio a qualche previsione negativa. Anche se da entrambe le societa’ coinvolte trapela ottimismo, infatti, il contratto di fusione consente alle parti di abbandonare le trattative qualora la compravendita non sia stata conclusa entro breve tempo. Tuttavia, anche se sembra quasi impossibile che la OTS prenda una decisione prima della fine dell’anno, alcune voci confermano che sia E*Trade sia Telebank non intendono sciogliere il loro contratto.

Il panorama, pero’, non appare tutto uguale e vi sono alcune societa’ che navigano controcorrente. Un esempio importante e’ quello di Ameritrade Holding (AMTD), uno dei maggiori rivali di E*Trade, che non ha in progetto di entrare nell’ Internet Banking nel prossimo futuro, ma che non esitera’ a cambiare programma qualora un numero crescente di societa’ di intermediazione online continuassero a seguire l’esempio di E*Trade e Mydiscountbroker.com.