E ORA BILL CLINTON SE LA PRENDE CON GLI HACKERS

8 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Visto che siamo nel 2000 il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha scelto di lanciare una campagna contro i pirati dell’internet, o hackers, promettendo fuoco e fiamme per distruggerli.

Clinton vuol fare in modo che il Congresso Usa inserisca nel
bilancio federale
fondi straordinari per proteggere i computer dell’amministrazione dai blitz dei pirati informatici.

“Tutto il mondo è in Rete – ha detto Clinton – i
rischi per la sicurezza sono altissimi”. “In
questo momento abbiamo il potere di creare conoscenza e
il potere di creare distruzione, ambedue racchiusi nella
stessa mano”, ha aggiunto il presidente, “i nostri sistemi
nodali, dagli impianti energetici al controllo del traffico aereo
sono collegati e gestiti dai computer. Dobbiamo quindi
renderli più sicuri di modo che anche l’America sia più
sicura”.

“Ora che ci siamo lasciati alle spalle il problema del ‘Millennium Bug’ – ha
concluso Clinton – dobbiamo fare un passo avanti per difenderci da possibili
attacchi dei cyber-terroristi”.

Vero e’ che esistono gia’ organismi segreti legati al Federal Bureau of Investigation e alla National Security Agency che hanno istituzionalmente il compito di proteggere la rete di computer americani da incursioni di hackers (digitare NSA in Ricerca Notizie di WSI), ma il presidente, in casi come l’odierno, diventa un grande megafono pubblicitario, buono per far fare qualche titolo ai giornali sul tema del giorno.

L’obbiettivo della Casa Bianca (Clinton esattamente tra un anno tornera’ privato cittadino) e’ di promuovere forme di
collaborazione tra governo e industrie private per sviluppare adeguate
tecnologie di difesa.

Qualche dato e’ tuttavia necessario fornirlo al grande pubblico. Allora: sono circa cinquecento le intrusioni effettuate negli
ultimi mesi nei computer degli uffici pubblici
statunitensi (in realta’ – secondo gli esperti del settore – sono almeno 500 al giorno). Un portavoce della Casa Bianca
ha precisato che nessuna di questi attacchi ha
colpito sistemi informatici militari e che si è
trattato comunque di incursioni compiute dagli
‘hacker’ per dimostrare la propria abilità e
senza causare danni. Stando ad alcune fonti i blitz contro i computer del Pentagono sono l’esercizio preferrito dei pirati di tutto il mondo.

La sostanza della campagna-stampa e’ che Clinton chiederà al Congresso uno stanziamento di 91 milioni di dollari (l’equivalente di circa 170
miliardi di lire) per analizzare i punti deboli delle reti computerizzate del governo
e predisporre adeguate contromisure. La cifra (piccola, per un paese come gli Stati Uniti – la Microsoft spendera’ da sola il doppio) e’ parte di un piano
complessivo da 2 miliardi di dollari (quasi 4 mila miliardi di
lire) per difendere l’America dal cyber-terrorismo.

Clinton ha inoltre proposto la creazione di un Istituto nazionale per la sicurezza
delle infrastrutture tecnologiche per proteggere il sistema informatico degli Stati Uniti.