Draghi, per Pimco grazie a lui più fiducia su Italia ed Europa

24 Febbraio 2021, di Alessandro Piu

Mario Draghi è il game changer che può cambiare i destini dell’Italia e influire su quelli dell’Europa. Ma non gioca da solo. In campo anche la Bce e il Recovery Fund

La fiducia in un’evoluzione positiva dello scenario per le economie mondiali in uscita dal tunnel del coronavirus, si spera a breve, traspare nelle parole di Nicola Mai, portfolio manager sovereign credit analyst di Pimco. In un incontro con la stampa, tenutosi in modalità online, il manager di Pimco ha dimostrato di confidare nel continuo supporto delle banche centrali nella gestione dello stock di debito pubblico, elevato a livello globale.

Mercato del lavoro e banche centrali lasciano poco spazio ai timori di inflazione

Nemmeno le attese di aumento dell’inflazione, che hanno preoccupato i mercati finanziari nelle ultime settimane, turbano più di tanto la convinzione di Mai secondo cui

“l’inflazione rimane al di sotto dei target e ci rimarrà ancora a lungo”.

Sia perché le condizioni del mercato del lavoro rimangono ancora deboli, sia perché, come detto, le banche centrali rimarranno ben presenti sul tavolo da gioco e continueranno ad acquistare titoli sul mercato. L’Italia, con un debito pubblico in area 160% rispetto al Pil, è in prima linea. Il suo debito, secondo Mai

“potrebbe rimanere sul bilancio della Bce molto a lungo, anche perché mano a mano che i titoli in bilancio giungono a scadenza, altri ne vengono riacquistati”.

Draghi: per Pimco Italia più forte in Europa

E fiducia ha espresso, Mai, anche nei confronti di Mario Draghi, i cui benefici effetti non si limiteranno solo all’Italia.

“Draghi è una figura molto rispettata – ha spiegato –. Siamo convinti che darà stabilità all’Italia e saprà gestire al meglio i fondi messi a disposizione dall’Europa nell’ambito del piano Next Generation Eu”.

In questo momento l’Italia beneficia di un allineamento favorevole: oltre al varo del nuovo governo Draghi sono positivi per il Belpaese

“l’operato della Bce, sebbene dopo un inizio negativo da parte della presidente Lagarde e l’avvio del Recovery Fund”.

Il riflesso di questo allineamento positivo si ha sull’andamento dello spread tra Btp e Bund. Tornato sotto quota 100 punti, secondo Mai ha ancora spazio per ulteriori riduzioni

“fin verso quota 50, una possibilità che ora è sul tavolo”.

Dai livelli attuali si tratta quindi di una buona opportunità per vedere salire le quotazioni del titolo decennale italiano. Riprende il portfolio manager di Pimco:

“Pensiamo che l’Italia abbia ora delle opportunità interessanti. Anche in ambito europeo il rispetto di cui gode la figura di Mario Draghi garantirà una voce più forte nel confronto con gli altri leader dell’Unione”.

Sull’obbligazionario la selettività è sempre più un obbligo

Allargando lo sguardo oltre i confini del Belpaese, Pimco conferma le attese di bassa inflazione a 12-18 mesi mentre nel medio periodo l’andamento dipenderà dalla politica fiscale globale,

“per cui crediamo che sia opportuno acquistare protezione attraverso titoli legati all’inflazione (titoli Usa TIPS in particolare) e avere un’esposizione alle materie prime. Pensiamo che la politica monetaria si manterrà estremamente espansiva, con tassi bassi o negativi per tutto il 2021. Fed e Bce continueranno ad acquistare asset, con la Fed che potrebbe ridurre a fine anno mentre la Bce continuerà fino a marzo 2022 e – secondo noi – anche oltre. Le valutazioni elevate di molti asset di rischio sono strettamente legate a questi tassi bassi”.

Per questo motivo la selezione rimane di fondamentale importanza secondo l’asset manager specializzato nel reddito fisso:

“In termini di governativi preferiamo gli Usa a Europa e Giappone, nel corporate vediamo opportunità in settori che hanno sofferto molto (hotel, viaggi), andando però a individuare i nomi più resilienti, e nelle banche, che dopo la crisi del 2008 sono molto più solide, e negli Usa i titoli immobiliari cartolarizzati, che hanno uno spread interessante se raffrontato ai rischi. Siamo positivi anche sui mercati emergenti, sempre in maniera selettiva”.