Dow Jones a un passo dal record storico di ottobre 2007

13 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: dopo un inizio di giornata all’insegna dell’incertezza, i tassi dei paesi periferici sono tornati a scendere con lo spread italiano è sceso sotto i 300 pb e quello spagnolo sotto i 380. Il movimento ha seguito il comunicato del G7 relativo all’andamento dei tassi di cambio ed in particolare dello yen. Continua anche a scendere il tasso a 5 anni irlandese ai minimi da ottobre 2005.

Il ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha dichiarato che l’utilizzo dell’Esm per ricapitalizzare le banche richiederebbe una capacità di prestito molto più alta per poter essere utilizzato anche per ricapitalizzare le banche, per le quali al momento sarebbero disponibile un ammontare non superiore agli 80Mld€ di capitale versato a regime.

Il presidente della Bce, Draghi, nella conferenza stampa successiva alla visita al parlamento spagnolo, ha dichiarato che il paese ha fatto molti passi avanti in termini di riforme. Sul tasso di cambio ha ribadito quanto già affermato dopo la riunione Bce: sarà sotto attenzione l’impatto che potrà avere sulla stabilità dei prezzi. Forte calo per l’inflazione portoghese di gennaio, con il dato armonizzato sceso allo 0,4% a/a dal 2,1% e quello nazionale allo 0,2% a/a. I settori maggiormente penalizzati sono stati abbigliamento e trasporti. Oggi sono attese le aste italiane su titoli a medio e lungo termine (tra cui il Btp a 30 anni) fino a 8,5 Mld€, mentre in Germania sarà offerto il nuovo titolo a due anni fino a 5 Mld€.

Negli Usa giornata all’insegna di tassi governativi in rialzo su tutta la curva in un contesto di prosecuzione del rialzo dei listini azionari. A sfavorire il comparto obbligazionario governativo ha contribuito anche l’andamento debole dell’asta di titoli a 3 anni per 32 Mld$. Nonostante un rapporto domanda/offerta superiore a 3 ed in media con le aste precedenti, la domanda degli indirect bidders, categoria che comprende le banche centrali estere, si è attestata al 18%, livello minimo da 10 anni.

L’attenzione degli operatori ieri era interamente focalizzata sul discorso di Obama sullo stato dell’unione. Il presidente ha ribadito l’urgenza di evitare i tagli automatici (“sequester”) il prossimo 1 marzo ed ha rilanciato la proposta di un piano di riduzione del deficit che preveda un’eliminazione di alcune “scappatoie” fiscali di cui le classi più ricche beneficiano maggiormente. A fronte di ciò Obama ha avanzato l’idea di un piano di 50 Mld$ in infrastrutture ed un innalzamento del salario minimo da 7,25$ a 9$ all’ora.

Valute: ieri si è assistito ad un apprezzamento dell’euro verso dollaro con il cambio che si è riportato oltre 1,34 dopo il comunicato del G7 e l’inflazione portoghese. Il G7 ha riaffermato l’impegno a tassi di cambi determinati dal mercato, ribadendo che le politiche monetarie e fiscali sono state e saranno orientate verso gli obiettivi rappresentati dalle variabili domestiche e non dai cambi.

Infine ha confermato che l’eccessiva volatilità sui cambi può avere implicazioni negative per l’economia reale e la stabilità finanziari. L’ex capo dell’Eurogruppo, Juncker, ha dichiarato che non esiste un livello ottimale per l’euro, ma l’Europa non dovrebbe essere ingenua rispetto a quello che gli altri paesi stanno facendo per gestire le proprie valute. Per oggi la resistenza si colloca a 1,35, il supporto presso 1,3350. Lo yen si è apprezzato verso la maggior parte delle principali valute dopo che alcuni membri del G7 hanno affermato che il comunicato è stato “male interpretato”, esprimendo le loro preoccupazioni sullo yen.

La valuta nipponica sarà oggetto di discussione al G20 in base alle dichiarazioni del prossimo governatore della BOE Carney. L’ex ministro delle finanze giapponese Sakakibara ha dichiarato che il deprezzamento dello yen sta penalizzando le economie emergenti asiatiche. Per oggi la resistenza sull’euro/yen si colloca a 127, il supporto a 123,50. Segnaliamo l’apprezzamento del dollaro australiano verso quasi tutte le principali valute dopo il dato sulla fiducia dei consumatori a febbraio salito ai massimi da 2 anni che ha contribuito a ridurre le attese di ulteriori tagli dei tassi in Australia.

Materie prime: in lieve rialzo il prezzo del greggio dopo che l’Opec ha aumentato le stime sulla domanda. Giornata positiva per i metalli industriali guidati da nichel e piombo (+1,1% entrambi). Leggermente positivi i preziosi con il platino (+1,2%) in evidenza dopo che il governo ha espropriato terreni di proprietà del principale produttore locale del metallo, aumentando i timori sull’offerta già ridotta dalle turbolenze in Sud Africa. Il premio del platino verso l’oro è salito ai massimi da 17 mesi. In calo la maggior parte degli agricoli guidati dai cereali e dallo zucchero (-2%). Lieve calo per l’olio di palma (-1,6%) dopo il ribasso delle scorte a gennaio (per la prima volta da giugno) inferiore alle attese del mercato.

Azionario: chiusura positiva per i listini dell’area Euro sulla scia del comunicato del G7, sebbene con volumi più bassi rispetto alle precedenti sedute. Bancari e risorse di base i settori con i maggiori guadagni. Sopra la parità anche l’indice italiano, con Finmeccanica peggior titolo del listino con perdite superiori al 6% dopo l’arresto del presidente ed amministratore delegato Orsi. In rialzo di circa il 2% l’indice spagnolo.

Negli Usa è ripreso il rally dei principali mercati azionari con l’indice Dow Jones nuovamente sopra la soglia dei 14.000 punti e a poco più dell’1% dai massimi storici dell’ottobre del 2007. I favorevoli dati dal lato societario e l’attesa per il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato da Obama dopo la chiusura dei mercati, sono stati i principali motivi di ottimismo di ieri, in una giornata in cui i volumi hanno recuperato rispetto ai minimi dell’anno della sessione precedente, pur rimanendo comunque di circa il 3% al di sotto della media degli ultimi tre mesi.

Protagonista soprattutto il comparto finanziario, con Bank of America e Citigroup in recupero di oltre il 2,5%. In calo il comparto tecnologico. Sul fronte emergenti ieri l’indice MSCI EM ha chiuso invariato con vari mercati ancora chiusi per festività. Rimbalzo dell’1% circa per la Turchia. Questa mattina si sta assistendo ad un rialzo generalizzato dei listini asiatici ad eccezione del Giappone, penalizzato dall’apprezzamento dello yen. Misti i paesi dell’est Europa.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

LOTTOMATICA – Il gruppo leader nel settore delle “scommesse” ha chiuso l’esercizio precedente con un fatturato in crescita del 3,4% anno su anno e un Ebitda in progresso del 6%. Il debito netto è stato pari a 2,546 Mld€, in calo rispetto al 2011 e meglio delle previsioni degli analisti.

BANCA POPOLARE DI MILANO – Secondo Il Sole24Ore il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione analizzeranno le prime proposte di cambio governante, che però non dovrebbe giungere al vaglio dell’assemblea degli azionisti prima dell’estate. Il progetto, che circola ormai da qualche settimana sul mercato, sarebbe quello di far cambiare lo status giuridico della Banca da cooperativo a Spa.

FIAT – Secondo indiscrezioni, riportate dall’agenzia Bloomberg, Sergio Marchionne starebbe valutando una serie di opzioni per rafforzare il bilancio del gruppo in vista dell’acquisto del 100% del capitale di Chrysler. Secondo Bloomberg per rilevare, in tutto o in parte, il 41,5% del capitale della casa automobilistica statunitense, si farebbe ricorso a un finanziamento ponte delle banche cui seguirebbe una ricapitalizzazione sino a 1,5 Mld€.

SAIPEM – La società pubblica i dati relativi al 2012

ING – La più grande società di servizi finanziari olandese ha annunciato il taglio di 2400 posti di lavoro dopo aver registrato profitti inferiori alle attese. Il gruppo finanziario ha generato profitti per 455 Mln€ nel quarto trimestre 2012, rispetto a una perdita di 849 Mln€ nel quarto trimestre dell’anno precedente. Il CEO Jan Hommen mira ad un taglio dei costi per 1 Mld€ all’anno fino al 2015.

SOCIETE GENERALE – La seconda banca francese ha registrato una perdita superiore a quella prevista dagli analisti nel quarto trimestre 2012. La perdita netta si è attestata a 476 Mln€ contro i 203 Mln€ attesi dagli analisti intervistati da Bloomberg .

PEUGEOT – La casa automobilistica francese registra la maggiore perdita della sua storia. Il rosso della società si attesta a 5,01 Mld€ nel 2012 contro un utile di 588 milioni nel 2011. Sul dato ha pesato un mercato europeo dell’auto sempre più in crisi, tanto che la settimana scorsa il gruppo aveva annunciato una maxi svalutazione da 4,7 Mld€.

COCA COLA – La multinazionale Usa ha battuto le attese riportando un utile nel quarto trimestre 2012 in crescita a 45 cent$ per azioni dai 40 cent dello stesso periodo del 2011. I ricavi si sono attestati a 11,46 Mld$ da 11,04 Mld$.