Economia

Dopo Uniper, ora la Germania nazionalizza Sefe

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Dopo Uniper, la Germania torna in campo per nazionalizzare un altro gruppo energetico carico di debiti e salvarlo così dalla bancarotta: si tratta di Sefe, ex filiale locale del gigante russo Gazprom, nonché secondo importatore di gas del Paese. L’obiettivo – come spiegato dal ministero dell’Economia tedesco in un comunicato – è garantire la “sicurezza dell’approvvigionamento di gas” nel Paese.

Sefe, che in precedenza operava con il nome di Gazprom Germania, è una società  chiave per la fornitura di energia in Germania. Tra i suoi clienti ci sono le aziende municipalizzate e la sua quota di mercato è di circa il 20%.
Il gruppo possiede anche numerosi impianti di trasporto e stoccaggio del gas, tra cui il più grande serbatoio d’Europa a Rehden (nord-ovest). A fine agosto, il gruppo registrava 1 miliardo di euro di capitale proprio e 3 miliardi di euro di debiti.

Per la Germania seconda operazione di nazionalizzazione

La situazione critica in cui versa Sefe era ben nota al Governo tedesco, che aveva già assunto il controllo della società all’inizio di aprile, in un contesto di crescenti tensioni energetiche tra Russia e Paesi occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina. Berlino aveva quindi affidato la gestione all’Agenzia federale delle reti (Bundesnetzagentur) per sei mesi, rinominandola Sefe. La mossa era finalizzata a evitare che l’azienda cadesse in mani ostili, o addirittura venisse liquidata del tutto. Ora il passo in avanti, con lo Stato tedesco che rileverà completamente il gruppo.

“I partner commerciali e le banche hanno sospeso le relazioni d’affari con l’azienda o sono riluttanti a intraprenderne di nuove” spiegano dal ministero, aggiungendo che il capitale, comprese le riserve, sarà inizialmente ridotto a zero, in modo che l’ex azionista russo perda il controllo, in cambio di una compensazione (ancora da determinare).

A sua volta, la Germania inietterà 225 milioni di euro nella società diventando così  il “nuovo azionista unico. Il Governo tedesco prevede inoltre di aumentare a 13,8 miliardi di euro il prestito concesso dalla banca statale tedesca KfW alla società, al fine di incrementare il patrimonio netto dell’azienda attraverso uno scambio di debito con capitale proprio”.

…dopo quella di Uniper

Per la Germania, quella di Sefe rappresenta la seconda operazione di nazionalizzazione in pochi mesi, dopo quella di Uniper, soffocata dai tagli al gas russo. Con il crollo delle forniture del metano russo, il colosso delle utility era finito la scorsa estate sull’orlo del crac perché era stato costretto a comprarlo sul mercato libero a prezzi schizzati alle stelle per poi rivenderlo a prezzi più bassi ai suoi clienti. A fine luglio il governo aveva annunciato il suo ingresso nel capitale. Poi, a fine settembre, la decisione di nazionalizzare l’azienda.