Dopo Jobs Act, governo pensa a un Social Act

27 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti rilancia sull’obiettivo di migliorare le condizioni sociali degli italiani, avanzando la proposta del Social Act. Lo ha fatto nel corso della trasmissione Sky TG24 Economia, all’indomani dell’approvazione alla Camera della legge delega per la riforma del Terzo Settore.

“Dopo il Jobs Act in questo paese serve un Social Act: una strumentazione che intervenga su tutte le fasce deboli popolazione per ricostruire la fiducia anche in questo contesto” ha sottolineato Poletti, specificando che fra le misure che potrebbero essere incluse vi sono anche la riforma dell’impresa sociale e misure per favorire il volontariato dei giovani (da 18 a 28 anni), il cui valore formativo possa essere riconosciuto anche in ambito universitario e nel mondo del lavoro.

“Dobbiamo guardare soprattutto alle persone con maggiore sofferenza sociale – ha precisato Poletti – non servono interventi generici e generalizzati, ma misure che abbiano un tasso di selettività e intervengano su quelle realtà dove è possibile ottenere un risultato significativo”.

Quanto agli incentivi destinati al part time per i lavoratori vicini alla pensione, “mi sento di prendere questa responsabilità come ministro – ha detto ancora Poletti –, se la domanda sarà troppo alta, troveremo le risorse necessarie. Si tratta di un primo tentativo di ragionare sull’invecchiamento attivo”.

Infine, il ministro ha assicurato che non ci sarà  alcun aumento dell’Iva: “Non abbiamo in previsione aumenti di Iva – ha concluso Poletti –, l’abbiamo già dimostrato l’anno passato e troveremo il modo quest’anno, c’è il tema dei consumi. Non è semplice da affrontare, ma lo faremo”.