Dopo il ribaltone Elliott si prepara a uscire da TIM

10 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Tra i 6 e i 12 mesi tanto servirà al fondo Elliott per uscire da TIM. L’obiettivo del fondo guidato da Paul Singer in Telecom Italia era quello di eliminare le distorsioni che avevano prodotto la sottovalutazione del titolo, rimpiazzando alcuni amministratori (quelli in quota Vivendi) con nuovi consiglieri, pienamente indipendenti e altamente qualificati.

Così si legge nelle comunicazioni alla Sec, ma essendo un investitore finanziario  si riservava di rivedere il suo investimento in Telecom, lasciandosi così aperta la possibilità di incrementare o ridurre la propria esposizione su Telecom, agendo non solo sulle azioni, ma anche su obbligazioni e derivati.

Il momento dell’uscita  di Elliott però dipende dall’operazione principale che dovrà avvenire nei prossimi mesi, ovvero la separazione della rete e per questo è stato scelto come presidente Fulvio Conti (ex Enel) che avrà il compito di mediare con la Cassa depositi e prestiti la vendita della Rete il che farebbe salire a Piazza Affari il titolo e il fondo Usa venderebbe con plusvalenza la sua quota. Come scrive dagospia:

A quale prezzo Tim riuscirà a massimizzare con l’infrastruttura? Questo è il grande arcano. L’amministratore delegato Amos Genish e i suoi collaboratori hanno tempo fino alla fine dell’anno per capire come venderla e a che prezzo.

Intanto pare che i grandi sconfitti, i francesi di Vivendi non abbiano ancora digerito la pesante sconfitta inferta da Elliott e Vincent Bollorè starebbe pensando addirittura di smobilitare tutte le sue attività italiane, da Mediaset a Mediobanca visto che nel nostro paese ormai ha pochissime coperture politiche. Che l’era del predominio francese in Italia sia al tramonto?