Dopo il Covid la Cina rimarrà “centrale per il rilancio delle aziende esportatrici”

17 Luglio 2020, di Alberto Battaglia

Nelle fasi iniziali dell’epidemia ci si poteva illudere che le sue conseguenze economiche sarebbero state circoscritte alla Cina e alle catene dell’offerta ad essa collegate. La portata globale del Covid-19, tuttavia, ha cambiato profondamente le valutazioni, in particolare in termini relativi. Il rallentamento cinese, infatti, ci sarà, ma in misura meno grave rispetto a buona parte delle altre grandi economie mondiali. Di conseguenza, “si può affermare con ragionevole certezza che il peso economico relativo della Cina aumenterà”, soprattutto “in termini di consumi che, da un lato, dovrebbero ridursi meno che in altri Paesi, e che dall’altro dovrebbero beneficiare del rimpatrio delle transazioni prima effettuate all’estero in occasione di viaggi per turismo”.

E’ una delle conclusioni contenute nel rapporto annuale della Fondazione Italia-Cina, un volume dedicato alle prospettive per le imprese italiane nel Paese del dragone. Secondo il Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina (Cesif) Pechino risulterà “centrale nelle strategie di rilancio post Covid-19 per le aziende esportatrici che dovranno tenere in considerazione le dinamiche preesistenti di attenzione alla qualità, ruolo del digitale e del graduale ampliamento della base di consumo ad altre aree del Paese finora meno coinvolte”.

Trend fondamentali per il business in Cina

Nonostante la pandemia dovuta al Covid-19, alcune linee di tendenza rimangono stabili anche per il 2020 e i primi mesi del 2021, trattandosi di dinamiche di lungo periodo che hanno vissuto una accelerazione nei primi sei mesi del 2020. Bisogna, dunque, considerare un contesto generale al quale si applicano indicazioni per le aziende e per le istituzioni e che si riferiscono sia al consumo sia alla produzione.

Secondo il rapporto annuale del Cesif la pandemia non ha cambiato in modo strutturale quelle che erano le linee di fondo del mercato cinese, che resteranno stabili fino ai primi mesi del 2021. Nel dettaglio:

  1. Domanda interna. La Cina rappresenta un mercato di grande prospettiva per la domanda interna in crescita, che sarà alimentata dal rimpatrio degli acquisti prima effettuati all’estero durante viaggi per turismo;
  2. Specializzazione. la produzione cinese volgerà presto verso i settori altamente specializzati in virtù di massicci investimenti in ricerca e sviluppo;
  3. Concentrazione. La dimensione del mercato cinese e dei competitor locali renderà sempre più difficile l’operatività di singole aziende di taglia contenuta;
  4. Apertura. il rallentamento economico e il contesto internazionale in mutamento potrebbero portare la Cina ad alleviare le restrizioni per le aziende straniere nell’ottica di attrarre investimenti;
  5. Lotta per l’egemonia tech. lo scontro sempre più manifesto per il primato economico e tecnologico a livello globale nel lungo periodo potrebbe comportare l’adozione di misure impreviste.