Dopo i Pir, i safe bond: ultima sfida del risparmio gestito

12 Aprile 2017, di Mariangela Tessa

L’ultima sfida per i gestori si chiama “safe bond”, in pratica bond collaterallizzati da titoli governativi, ma emessi dalla Bei o da un’agenzia europea e dovrebbero essere distinti in senior e junior.  Il tema è stato rilanciato ieri nell’intervento di apertura del Salone del Risparmio del presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, secondo cui con i safe bond,

“Non si parlerebbe più di migrazione, di ricerca della tranquillità, ad esempio tra Germania e Italia”, ma solo di una distinzione tra titoli senior e junior. Assogestioni, ha detto Corcos, sta collaborando con le istituzioni europee per il lancio di questo prodotto, che darebbe “un contributo alla crescita e al progetto europeo”.

Sull’argomento resta cauto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan:

“È un tema delicato – ha detto il ministro -; si passa da valutazione del rischio di un singolo paese a un rischio aggregato. Sono favorevole, ma quando si introducono delle novità bisogna tenere presente il contesto, che in questo caso potrebbe essere quello di un’auto che corre su un sentiero stretto”.

Molta enfasi è stata data infine agli obiettivi raggiunti con la creazione dei Piani di risparmio individuali (Pir).

“I Pir costituiscono una spinta al rilancio dell’industria del risparmio – ha detto Corcos – e sono un beneficio per l’economia del paese perché veicolano il risparmio verso le Pmi, spina dorsale dell’economia italiana, la cui caratteristica è quella di essere molto difensive quando il ciclo economico rallenta e molto dinamiche quando l’economia cresce. Consentono anche di diversificare ulteriormente il portafoglio. I numeri della raccolta sono positivi grazie all’offerta diversificata delle Sgr e all’attività dei canali distributivi”.