Dittatore Corea del Nord: chi è Kim Jong-un

4 Ottobre 2017, di Alberto Battaglia

Salito al potere il 18 dicembre del 2011, Kim Jong-un si è presto fatto conoscere al mondo come una crescente minaccia alla stabilità internazionale. E’ il nipote del fondatore del regime nordcoreano Kim Il-sung, e figlio del suo successore, Kim Jong-il. Classe 1984, il leader supremo della Corea del Nord è anche fra i più giovani capi di Stato al mondo.

L’ascesa al potere di Kim

Kim, ha conseguito due lauree: una in Fisica all’Università “Kim Il Sung” e l’altra presso l’Accademia militare. E’ generale dell’Esercito dal 2010. Kim, ha anche studiato all’estero, presso la Scuola Inglese Internazionale di Berna. Fu indicato dal padre Kim Jong-il come successore nel 2009, nonostante fosse il suo figlio più giovane. Il fratello maggiore, Kim Jong-nam, un tempo visto in prima fila come futura guida del Paese è stato successivamente assassinato in Malesia nel febbraio 2017, in circostanze ancora da chiarire. Alla morte del padre avvenuta nel dicembre 2011, Kim Jong-un concentra presto nella sua figura, oltre alle cariche già assunte in precedenza, quelle di segretario del partito e di Leader Supremo della Repubblica. Dal 2012, Kim è sposato con la cantante Ri Sol-ju, le cui apparizioni pubbliche sono piuttosto rare. Fu il campione di pallacanestro Dennis Rodman, fra i pochi occidentali ad essere entrati in confidenza con il dittatore, ad annunciare al mondo che dalla coppia era nata una figlia, Ju-ae.

Il rapporto con gli Stati Uniti

A pochi mesi dalla salita al potere, il nuovo leader supremo sembrava aver imboccato la strada del dialogo, ridimensionando le ambizioni nucleari del suo Paese. Nel febbraio 2012 la Corea del Nord annunciò una moratoria dei test nucleari, del lancio di missili, dell’arricchimento dell’uranio in cambio di 240mila tonnellate di aiuti alimentari. Allora l’ultimo test missilistico era datato 25 maggio 2009. L’allora Segretario di Stato Hillary Clinton aveva definito l’operazione “un passo nella direzione giusta”. La lettera d’intesa dell’accordo però, fu negoziata tra il giugno e l’ottobre 2011, quando al comando c’era ancora Kim Jong-il: la volontà del successore, com’è noto, si rivelerà più aggressiva. Nei mesi e negli anni successivi Kim Jong-un sarà promotore di un ulteriore inasprimento delle politiche repressive del padre. Ma, soprattutto, darà nuovo impulso al programma di armamento: l’effetto della moratoria, infatti, durò meno di un anno, quando il 12 febbraio 2013 Kim mise a segno un nuovo test nucleare. Da allora i test sono stati numerosi: in particolare, nel gennaio 2016, il regime dichiarò di aver testato con successo una bomba a idrogeno, anche se la notizia non fu poi confermata. Per la Corea del Nord, la strategia nucleare è considerata essenziale per la protezione del Paese da eventuali aggressioni: minacciando rappresaglie gravi, il regime potrebbe garantire la sua sopravvivenza.

Le follie

Fra le molte epurazioni, quella più rilevante è stata quella dello zio Chang Sung-taek, l’uomo che avrebbe dovuto guidare la transizione al potere del figlio di Kim Jong-il. Accusato di aver ordito un colpo di stato, l’uomo sarebbe stato giustiziato, nel 2013, in modo particolarmente atroce: lasciando che venisse sbranato da alcuni cani affamati. Nel 2015, solo per citare un altro caso eclatante, il responsabile della difesa del Paese, Hyon Yong-chol, fu giustiziato a colpi di cannone per aver sonnecchiato durante un evento militare, alla presenza del dittatore. Secondo il giornale sudcoreano Chosunilbo, sono circa 340 gli ufficiali e gli uomini che ricoprivano cariche di responsabilità eliminati dal leader supremo. Temendo il tradimento di qualche soggetto a lui vicino, Kim fece parlare di sé quando, nel 2015, impose che ogni foglia d’insalata fosse prima controllata al microscopio prima di essere servita nel suo piatto.