Dipendenti pubblici: le novità, smartworking almeno al 50%

20 Ottobre 2020, di Alessandra Caparello

Lavoro agile almeno al 50% e scaglionamento degli orari di ingresso a lavoro sono i due capisaldi del decreto ministeriale sui dipendenti pubblici che introduce nuove norme anti-Covid.

Il provvedimento è stato firmato dal ministro Fabiana Dadone che sui social scrive:

“Dobbiamo evitare un nuovo lockdown generalizzato. I cittadini e le imprese non possono scegliere se rivolgersi o meno alle Pa e per questo è importante coniugare le esigenze di salute e sicurezza di tutta la nostra comunità con la necessità di garantire servizi sempre accessibili e di qualità. Questo deve essere chiaro: è la sfida che attende ogni amministrazione e ogni singolo dipendente pubblico del Paese”.

Dipendenti pubblici: cosa prevede il nuovo decreto

Il provvedimento firmato Dadone prevede il lavoro agile “almeno al 50% del personale impegnato in attività” che si possono svolgere a distanza ma con “l’invito alle amministrazioni dotate di adeguata capacità organizzativa e tecnologica” ad assicurare “percentuali più elevate possibili di lavoro agile, garantendo comunque l’accesso, la qualità e l’effettività dei servizi ai cittadini e alle imprese”.

Il lavoro agile inoltre, si legge nel decreto, dovrà essere organizzato “senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità senza maggiori carichi di lavoro. Ai lavoratori sono garantiti tempi di riposo e diritto alla disconnessione e chi è in quarantena o fragile può comunque svolgere il lavoro agile.

Le amministrazioni si adoperano per mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari, ma comunque rimane consentito l’utilizzo di strumentazione di proprietà del dipendente.

Essendo almeno al 50%, per la rotazione del personale sul lavoro agile, gli enti dovranno fare riferimento a precisi criteri di priorità. Tra questi figurano:

  • condizioni di salute dei componenti del nucleo familiare del dipendente,
  • presenza di figli minori di 14 anni,
  • distanza tra la zona di residenza/domicilio e la sede di lavoro,
  • numero e tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati e relativi tempi di percorrenza.

Il decreto inoltre prevede anche uno scaglionamento degli orari il che si traduce in una massima flessibilità di lavoro, con turnazioni e alternanza di giornate lavorate in presenza e da remoto, comunque nel rispetto delle misure sanitarie e dei protocolli di sicurezza, anche prevedendo fasce di flessibilità oraria in entrata e in uscita.