Dimon (JP Morgan): spaventato da Brexit, in Usa “qualcosa non torna”

5 Aprile 2017, di Mariangela Tessa

Non c’è dubbio: a Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan, la Brexit fa paura. E’ quanto emerge dalla consueta lettera annuale agli investitori, in cui il capitano del colosso bancario americano non nascose le sue preoccupazioni  per l’onda lunga della separazione tra la Gran Bretagna e l’Ue.  A suo parere, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, potrebbe scatenare tensioni che in grado di avere “devastanti effetti politici e economici”.

In 45 pagine fitte di valutazioni Dimon, anticipa che per la banca non dovrebbe esserci necessità di drastici trasferimenti di personale nei prossimi due anni. Una volta completata l’uscita, però, l’Unione Europea potrebbe richiedere che i servizi finanziari non passino più per Londra e JP Morgan si sta attrezzando con la possibile acquisizione di un palazzo a Dublino in Irlanda che può ospitare oltre mille persone.

Non mancano avvertimento anche per gli Stati Uniti. “È chiaro che c’è qualcosa che non va, che ci sta ostacolando”, ha sottolineato Dimon, mettendo in luce quali sintomi la bassa partecipazione alla forza lavoro, le sfide di istruzione infrastrutture. Tuttavia il banchiere ha anche affermato di “non essere affatto d’accordo” con chi prevede una situazione permanente di debole crescita e produttività. In particolare il chief executive crede che l’economia trarrà vantaggio dalle politiche della nuova amministrazione di Donald Trump, anche se quest’ultimo non viene mai citato direttamente.  Il numero uno di JP Morgan brinda a un nuovo contesto pro-business negli Stati Uniti d’America, un Paese definito “davvero eccezionale”.

Negli ultimi 12 mesi, l’azione JP Morgan ha guadagnato il 48% circa anche grazie al rally innescato con l’elezione di Trump, che ha promesso stimoli fiscali nella forma di tagli alle tasse e spese infrastrutturali.

Secondo Dimon, “il prezzo delle nostre azioni è la misura del progresso fatto negli anni”. Nel 2016 il gruppo ha registrato utili record per 24,7 miliardi di dollari e ricavi per 99,1 miliardi. Dimon ha fatto notare che “in sei degli ultimi sette anni abbiamo registrato risultati record e speriamo di continuare a fare cosi’ in futuro”.