Deutsche Bank: rivolta durante l’assemblea dei soci

22 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

FRANCOFORTE (WSI) – La direzione bicefala di Deutsche Bank ha preferito mantenere un profilo basso durante l’assemblea annuale dei soci, dopo che solo il 61% dei 4.000 azionisti ha approvato i risultati del 2014 del gruppo tedesco, alle prese con una reddività scadente e scandali a ripetizione.

Un voto contrario durante l’assemblea è il modo migliore che hanno i soci di esprimere il loro discontento. La rivolta degli azionisti in seno all’istituto si spiega con le performance deludenti degli ultimi tempi.

Da aprile il titolo della banca, un tempo considerato bene capace di garantire guadagni sicuri, ha perso il 10%. “Chi ha comprato titoli Deutsche Bank in vista della pensione si è trasformato in una vittima sacrificale”, ha protestato un piccolo azionista.

“È inaccettabile che il valore in Borsa del gruppo sia inferiore al suo valore di capitalizzazione”, ha concesso uno dei due AD, Anshu Jain. “Abbiamo fatto dei progressi, ma abbiamo una strategia chiara, e siamo convinti di essere sulla buona strada”. Gli azionisti aspettando di vedere risultati concreti, che per ora tardano ad arrivare.

Di fatto, il mercato ha dimostrato di non aver apprezzato l’annuncio del piano di risanamento presentato più di un mese fa. Il team manageriale, in carica dal 2012, non è riuscito a convincere gli investitori e i soci azionisti.

Il Ceo Jurgen Fitschen è indebolito da un processo in corso contro di lui e altri quattro manager o ex dirigenti del gruppo, per falsa testimonianza nell’affaire Kirch.

L’istituto è costretto a imbarcarsi in un cambio organizzativo dopo le dimissioni rassegnate mercoledì da Rainer Neske, patron dell’istituto commerciale e in pieno disaccordo con i nuovi orientamento e politiche della gestione.

Deutsche Bank, la prima banca di Germania con 98 mila dipendenti e un giro d’affari pari a 32 miliardi di euro, è combattuta tra le ambizioni internazionali della banca d’affari – dove vanta il quinto posto mondiale – e le sue radici in Germania nel retail banking. La direzione bicefale rispecchia tale ambivalenza che è anche il punto debole dell’azienda.

Nel quadro di una riforma gestionale decisa dai manager, Deutsche Bank ha aumentato i poteri di Anshu Jain e ridotto quelli dell’altro AD, Jürgen Fitschen.

(DaC)