Deutsche Bank, i 20 maggiori rischi per i mercati nel 2020

11 Novembre 2019, di Alberto Battaglia

La disuguaglianza prima ancora della guerra commerciale fra Usa e Cina sarebbe il maggiore rischio per l’economia e i mercati nel 2020, secondo quanto si legge in una nota diffusa ai clienti dal capo economista di Deutsche Bank, Torsten Slok. Contro le ingiustizie sociali, infatti, potrebbero affermarsi ricette di politica economica potenzialmente rischiose per i profitti aziendali:

“La guerra commerciale e l’impeachment sono rischi a breve termine che potrebbero anche essere risolti prima della fine di quest’anno”, ha detto Slok, “mentre la crescente disuguaglianza è uno sviluppo a più lungo termine che potrebbe essere affrontato politicamente ad un certo punto in futuro”.

L’ascesa politica di Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, due fra i più forti candidati alle primarie del partito Democratico in vista delle elezioni presidenziali, testimonia con chiarezza il crescente peso politico del problema-disuguaglianza. E’ opinione abbastanza diffusa fra gli analisti che l’arrivo alla Casa Bianca di un candidato dell’ala sinistra dei democratici implicherebbe una correzione sui mercati.

Naturalmente, la guerra commerciale resta nella parte alta della classifica sui 20 maggiori rischi per i mercati. Secondo Deutsche Bank sono in generale politiche pubbliche a dare “input importanti sulle decisioni d’investimento” con la “possibilità che l’ambiente per la spesa dei consumatori e la spesa in conto capitale possa cambiare in funzione delle politiche che potrebbero o meno essere attuate nei prossimi anni”, ha concluso Slok. Ecco la lista completa dei 20 rischi da monitorare per il prossimo anno.

 

  1. Prolungato incremento nelle disuguaglianze nella ricchezza, nel reddito e nella sanità
  2. L’accordo di Fase uno fra Cina e Usa rimane in sospeso, prolungando incertezze su cosa accadrà dopo la prima fase.
  3. La guerra commerciale continua a pesare sulle decisioni in conto capitale delle imprese
  4. La crescita in rallentamento in Cina, Europa e Giappone innesca un significativo rincaro del dollaro
  5. Incertezze sull’impeachment di Donald Trump e possibile shutdown governativo
  6. Incertezze sulle elezioni Usa, e le relative implicazioni sulle tasse, sul contesto regolatorio e sugli investimenti delle imprese.
  7. Regolamentazione antitrust, sulla privacy e sul settore tech.
  8. Gli stranieri perdono appetito nei confronti del credito e dei titoli del Tesoro Usa a seguito delle elezioni presidenziali.
  9. Un’espansione fiscale in stile MMT potenzia la crescita significativamente negli Usa o in Europa
  10. I livelli del debito del governo degli Stati Uniti iniziano a contare su tassi a lunga scadenza.
  11. Mancata corrispondenza tra domanda e offerta nei Treasuries, un altro picco del tasso dei pronti contro termine (repo rate).
  12. La Fed è riluttante a tagliare i tassi durante un anno caratterizzato dalle elezioni.
  13. Le condizioni di credito si restringono con una maggiore differenziazione tra credito societario CCC e BBB.
  14. Le condizioni di credito si restringono con una maggiore differenziazione tra credito al consumo CCC e BBB.
  15. Angeli caduti: più aziende cadono nel rating BBB. E da BBB a high yield (“spazzatura”).
  16. Ulteriore debito a rendimento negativo porta gli investitori a cercare yield nel credito Usa.
  17. Il declino degli utili aziendali comporta meno dollari disponibili per le operazioni di riacquisto di azioni proprie.
  18. Il rischio del del declino dell’industria dell’auto a livello globale, per i mercati e l’economia.
  19. Un crollo dei prezzi immobiliari in Australia, Canada e Svezia.
  20. La persistenza dei rischi sulla Brexit.