Detrazioni fiscali sulle polizze vita, la scure del Governo

5 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Nei giorni scorsi l’Esecutivo ha approvato il decreto 102 che ha ufficializzato il taglio delle detrazioni fiscali connesse alla stipula delle Assicurazioni sulla vita. A partire dall’anno in corso potranno essere detratti soltanto 630 euro, ammontare destinato a scendere sino a 230 per il periodo di imposta 2014.

Il confronto con le detrazioni precedentemente in vigore appare impietoso (sino al 2012 era possibile detrarre anche 1300 euro, ndr), e numerosi titolari di polizze con Genialloyd , Allianz e molte altre compagnie, si trovano adesso nella condizione di dover fare una scelta e di dover stabilire se proseguire o meno nella fruizione di questi strumenti di risparmio.

Un’inchiesta il Sole 24 Ore ha mostrato le tre opzioni adesso a disposizione degli utenti: sospendere i versamenti, riscattarli o ridurli.

Per quel che riguarda la prima opzione, il noto quotidiano economico ha evidenziato come la stragrande maggioranza dei contratti assicurativi generalmente preveda la possibilità di interrompere i versamenti prima della scadenza naturale della polizza, e il più delle volte gli stessi contratti prevedono che al montante cumulato sino al momento della sospensione venga sottratta una percentuale definita per ogni anno di interruzione fino alla chiusura della polizza. È comunque auspicabile leggere con attenzione il contratto, considerato soprattutto che meccanismo ed ammontare delle penalizzazioni possono essere molto varie.

La seconda ipotesi prevede, come accennato, il riscatto delle quote versate prima della naturale scadenza del contratto; anche in questo caso sono previste delle penalizzazioni il cui ammontare va quantificato sulla base di quanto previsto in sede contrattuale (molto dipende dal numero di anni di anticipo e dal numero di anni residui), ma ogni utente che opti per il riscatto delle quote reca comunque il diritto di conoscere il valore di riscatto, il valore maturato e il valore ridotto a scadenza.

Ultima opzione a disposizione degli utenti (qualora ovviamente sia prevista nel contratto) la possibilità di ridurre i versamenti, soluzione meno perentoria rispetto alle altre ma comunque efficace; per quel che riguarda l’ammontare della diminuzione dipende da quanto si è versato all’inizio, cifra molto spesso determinata sulla base della riformata detrazione fiscale. Ridurre il versamento implica evidentemente una decrescita del capitale assicurato e dunque della cifra incassata alla scadenza del contratto, ma consente all’utente di turno di liberare risorse da poter impiegare altrove.

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