Depositi bancari, Ue richiama Italia per mancata applicazione tutele

10 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nello stesso giorno in cui infuria la polemica sul caso del suicidio di un risparmiatore di Banca Etruria, con Bankitalia e Ue che si attaccano a vicenda, la Commissione europea chiede formalmente a 10 Paesi, tra cui l’Italia, di applicare integralmente la direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi.

Avvertiti in tutto dieci paesi: oltre all’Italia, richiamati Belgio, Cipro, Estonia, Grecia, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovenia e Svezia.

Se questi dieci Stati membri dell’Eurozona non renderanno esecutive le disposizioni della direttiva entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia Ue.

Il riferimento è alla Direttiva sugli schemi di garanzia sui depositi che è stata emessa nel 2014, e che ha rivisto una vecchia regolamentazione del 1994. L’obiettivo è  assicurare che in ogni caso vengano garantiti i depositi fino alla somma di 100.000 euro e che, al contempo, siano adottate norme che proteggano i depositanti, informandoli sui modi e sui tempi entro cui agire per tutelare i loro risparmi, in caso di fallimento di banche. Per evitare, come è accaduto nel caso del risparmiatore di Civitavecchia, di rimanere scioccati e senza soldi per la liquidazione di una banca.

Insieme agli altri paesi membri, l’Italia avrebbe dovuto recepire la direttive con una legge nazionale ad hoc entro lo scorso 3 luglio 2015. Ma questo non è avvenuto. Le rimangono due mesi di tempo per proteggere meglio i correntisti.