Deloitte: l’86% delle imprese italiane guarda all’estero per crescere

21 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

L’86 per cento delle aziende italiane ed il 78 per cento delle imprese a livello mondiale punta all’espansione internazionale, il 59 per cento allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e il 57 per cento a fusioni e acquisizioni.

Sono questi alcuni dei driver di crescita per le Pmi, che emergono dallo studio di Deloitte sulle Prospettive globali per le aziende del Mid Market, presentato durante il fine settimana a Capri al Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria da Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader per l’Italia.

Lo studio ha coinvolto oltre 2500 imprenditori nel mondo di aziende leader nei loro settori di riferimento, di cui 150 italiane.

Più del 50 per cento delle aziende italiane intervistate generano all’estero la metà del fatturato e il 54 per cento ritiene che di partecipare a operazioni di M&A per sviluppare strategie di internazionalizzazione. Internazionalizzare non significa solo esportare. Gli elementi di preoccupazione sull’andamento dei mercati e le barriere commerciali solo marginalmente condizionano la strategia di internazionalizzazione di aziende di successo in quanto sono altri i driver del processo.
Penso agli accordi commerciali, agli investimenti diretti con acquisizioni e ad alleanze strategiche.
Per gli imprenditori internazionalizzare significa generare competenze per conoscere il Paese di interesse, capirne la richiesta, aprirsi culturalmente a nuovi mondi ed esigenze, adeguare la propria organizzazione per non perdere efficacia nel Paese di origine.
E soprattutto fare rete nel senso di massimizzare opportunità di networking e business matching con aziende ispirate dagli stessi principi e valori” ha dichiarato Ernesto Lanzillo, commentando l’analisi.