Debito si gonfia ancora, tagli spesa non si possono più rimandare

14 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Due mila e cento ottantaquattro miliardi: è la nuova cifra record che ha raggiunto il debito pubblico italiano. I tagli alla spesa pubblica non si possono più rimandare.

In marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di altri 15,3 miliardi rispetto a febbraio. Sono i dati resi noti oggi da Bankitalia nel supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”.

L`incremento del debito è stato inferiore al fabbisogno del mese (18,6 miliardi), “grazie all`effetto complessivo dell`emissione di titoli sopra la pari, dell`apprezzamento dell`euro e della rivalutazione dei titoli indicizzati all`inflazione (3,1 miliardi) e alla diminuzione di 0,2 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine marzo pari a 78,9 miliardi; 61,9 miliardi a fine marzo 2014)”.

Quanto ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 14,2 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 1,1 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

La vita media residua del debito pubblico italiano è salita da 6,8 a 6,9 anni, tornando sui livelli di gennaio 2014. All’aumento della vita media del debito sta probabilmente contribuendo la componente rappresentata dai titoli di Stato a seguito delle strategia del Tesoro di privilegiare le emissioni a più lungo termine riducendo il ricorso ai Bot ed altri titoli di mercato monetario.

Nel mese di febbraio crescono gli acquisti di titoli di Stato italiani da parte degli investitori non residenti. Gli acquisti sono aumentati di 13 miliardi portando le consistenze dei titoli di Stato in mano agli investitori stranieri da 694,97 a 708,06 miliardi di euro. Nel febbraio 2014 i titoli di stato in mano ai non residenti erano pari a 652,1 miliardi di euro

Sul fronte positivo, le entrate tributarie sono aumentate dello 0,6% in marzo. Nel bilancio statale sono arrivati 27,7 miliardi di euro in marzo, 200 milioni in più dell’anno prima.

Nel primo trimestre del 2015, le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 85,7, miliardi, “sostanzialmente in linea” con quelle relative allo stesso trimestre dell`anno precedente.

(DaC)