Debito pubblico, le proposte di Cottarelli per ridurlo

2 Marzo 2018, di Livia Liberatore

Nel suo libro “Il macigno” pubblicato nel 2017, l’economista ed ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli propone alcune idee per ridurre il debito pubblico italiano, oggi a oltre il 130% del Pil e ripercorre la storia del debito del nostro Paese per capire quali eventi e scelte hanno portato a formarlo e a farlo lievitare.

L’Italia è stata sempre un paese ad alto debito pubblico, sottolinea Cottarelli: questo ha iniziato e crescere nella seconda metà degli anni Sessanta a causa dell’aumento della spesa sanitaria e pensionistica. Le crisi petrolifere degli anni Settanta, in seguito, hanno tolto liquidità a tutti i Paesi occidentali, Italia compresa, e le politiche monetarie espansive adottate dai governi non hanno facilitato la situazione del debito.

Il buco di bilancio si è sviluppato poi sopra ogni aspettativa negli anni Ottanta che hanno registrato un forte calo della crescita economica. Negli anni più recenti, a complicare ancora il problema sono stati l’arrivo della crisi mondiale e la politica dell’austerità con la doppia recessione, la perdita di dieci punti di PIL e la svalutazione interna che ha prodotto una deflazione da cui il Paese non riesce a uscire.

Il quadro europeo è sempre molto importante, specifica Cottarelli che spiega la crisi del debito del 2011-12 partendo dall’assunto che i mercati finanziari temessero l’uscita dell’Italia dall’euro con gravi ripercussioni sull’euro stesso. Secondo l’economista, non è un caso infatti che la crisi dell’euro e dei debiti sovrani si sia risolta con il discorso di Mario Draghi del 12 luglio 2012.

Se l’orizzonte europeo resta saldo e stabile, dice Cottarelli, anche le incertezze elettorali, come le difficoltà di formazione del governo in Germania, non hanno ripercussioni destabilizzanti. Una via possibile per ridurre il debito è diversa da quella più combattiva (non ti pago!) a da quella più ortodossa (l’austerità) e si concretizza in un insieme di di credibilità, crescita e attenzione al lungo periodo.