David di Michelangelo, pericolo crollo: “lo si sposti in museo antisismico”

26 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Pochi giorni fa un lungo articolo d’approfondimento del New York Times si spendeva per mettere in guardia dai pericoli cui sarebbe esporto uno dei capolavori della bellezza italiana, il David di Michelangelo. La questione ora si fa ancora più attuale, dopo il terribile terremoto che ha scosso il centro Italia nella giornata di ieri, 24 agosto 2016.

Custodito nella Galleria dell’Accademia di Firenze, la scultura ha (ed è cosa nota da molto tempo) alcune vulnerabilità nella zona delle caviglie, la più esile e sollecitata dal leggero sbilanciamento che la statua ha per sua conformazione. Ogni piccolo sobbalzo, avverte l’autorevole quotidiano, potrebbe mettere in pericolo l’integrità dell’opera. Che fare dunque?

Mentre, ad esempio il direttore dell’Opificio delle Pietre Dure, Marco Ciatti, ritiene il David è “al sicuro lì dov’è” a differenza di “tantissime opere minori”, non è dello stesso avviso l’architetto Fernando De Simone, specializzato in ingegneria sismica e trasporti.

Che le vibrazioni siano all’orizzonte per il David, dice De Simone a Wall Street Italia, non c’è dubbio, visto che a Firenze sono in corso i lavori per i due tunnel ferroviari dell’alta velocità, peraltro molto controversi anche per altre ragioni:

“Sarà molto difficile controllare le vibrazioni nel terreno, sia durante i lavori, sia durante il passaggio dei treni e del tram”, scrive via email, aggiungendo: “su cosa si basa la granitica certezza che a Firenze non accadrà quello che è avvenuto durante i lavori di scavo dei tunnel Tav di Bologna, dove molti palazzi distanti un centinaio di metri, dopo l’inizio dei lavori hanno subito gravi lesioni?”.

Un problema che oltre che per le opere artistiche potrebbe impattare anche il ricco patrimonio di palazzi antichi che sorgono su Firenze, l’architetto parla di “duemila palazzi del XIV e XV secolo situati lungo il tracciato fiorentino della TAV e del tram”.

“La protezione del David di Michelangelo con un cuscino che smorzi le onde sismiche può aiutare”, spiega De Simone, “ma non impedirà la caduta di un cornicione o del cupolino sulla statua, perché la Galleria dell’Accademia non ha una struttura antisismica”.

Per questa ragione la proposta dell’architetto già presentata al Comune e alla Regione è quella di spostare il David in un museo antisismico.

Ma ottenere l’ok non sarà cosa facile se è vero quanto riporta il Nyt sul fatto che da anni l’organizzazione non profit Friends of Florence non ha potuto attivare la raccolta fondi per finanziare la base antisismica per il David. Lo Stato, scrive il quotidiano, ha sempre risposto che la cosa è di sua competenza.