Dal fisco alla PA, ecco le riforme che attuerà il governo di Mario Draghi

17 Febbraio 2021, di Alessandra Caparello

Dal fisco alla PA, ecco le riforme che attuerà il governo di Mario Draghi

Combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini, questo il messaggio di apertura del neo Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi nell’aula del Senato, chiamata oggi a votare la fiducia al nuovo Esecutivo.

 Riforme, quelle che verranno attuate in Italia da Draghi

Nel suo lungo discorso Mario Draghi ha dedicato ampio spazio al tema delle riforme. Se il Next generation EU prevede riforme, alcune riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati ha sostenuto Draghi.

Fra i problemi aperti che necessitano di riforme, il premier ha parlato della certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico, “fattori che limitano gli investimenti, sia italiani che esteri”.
Altro punto la  concorrenza. Il premier incaricato ha reso noto che chiederà all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, di produrre in tempi brevi come previsto dalla Legge Annuale sulla Concorrenza (Legge 23 luglio 2009, n. 99) le sue proposte in questo campo.

Sulla riforma fiscale, per Draghi “non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta”.

 Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra.(…) Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli. Inoltre, le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un’imposta.

Il premier incaricato ricorda che in Italia all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, il governo affidò ad una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato più modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e del sostituto d’imposta per i redditi da lavoro dipendente.

Oltre alla riforma fiscale, si dovrà rinnovare e rafforzare l’azione di contrasto all’evasione fiscale.

L’altra riforma che non si può procrastinare è quella della pubblica amministrazione. Draghi ha indicato le direttive su cui dovrà muoversi la riforma della PA: da una parte investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini e dall’altra aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.