Dagli Usa un modo radicale per creare nuove società e lavoro

6 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Messi da parte i molteplici discorsi politici e le varie sfaccettature delle presidenziali, se la maggiore economia al mondo – 15 mila miliardi di dollari – non cresce molto e presto, allora tutto il mondo e’ in seria crisi: aumento delle tasse, riduzione dei servizi pubblici e tassi di disoccupazione in crescita sono il futuro che ci aspetta per uno o due lustri.

Per questo c’e’ bisogno di nuovi metodi e nuove idee per creare lavoro. Da sole le grandi aziende non possono reggere tutto il peso in tempi di crisi. E’ l’ora di puntare su nuove start-up, non solo nel Web. L’idea innovativa non viene, come si sarebbe portati a pensare, dalla Silicon Valley, ma da Nashville, in Tennessee.

La somma complessiva dei soldi versati nei fondi Venture Capital e’ salita progressivamente negli anni precedenti lo scoppio della bolla Internet: dai $500 milioni circa del periodo 1985-1995 si e’ passati nel 2000, agli apici della bolla dot com, a investimenti per $100 miliardi solo quell’anno.

Il problema dei tanti fondi in arrivo e’ che spesso le piccole societa’ hanno bisogno di modeste iniezioni per poter alimentare la crescita e il ritorno da investimenti spettante ai gruppi di venture capital ne risente.

Il paradosso e’ infatti che piu’ finanziamenti si reperiscono e piu’ divent difficile generare veramente crescita reale per tutti, per la start up, per gli investitori e per l’economia reale. Spesso finisce che i gruppi di venture capital rimangono fregati e le start-up affamate di finanziamenti restano a corto di rifornimenti. La colpa e’ della fretta con cui avviene tutto cio’.

C’e’ un modo migliore, un metodo piu’ efficiente, di investire nelle giovani societa’ con un potenziale a lungo termine. Il segreto e’ la pazienza. E’ proprio quello che ha in mente Townes Duncan, 59enne fondatore di Solidus, un gruppo di venture capital con sede a Nashville, in Tennessee.

A parte la sede, a rompere con la tradizione del venture capital classico, e’ il fatto che le parntership che Solidus stringe durano almeno 50 anni. Non al massimo dieci. Una struttura di questo tipo consente a Duncan e soci di essere piu’ pazienti e ponderare meglio le scelte, investendo nelle societa’ veramente promettenti e non nei fenomenti del momento.

Duncan offre liquidita’ costante, al valore minimo di 500 mila dollari l’anno per 3 anni, dopo i quali l’investimento puo’ essere ritirato in cash nel giro di 30 giorni. Ma come fa?

Semplice: unendo l’investimento tipico del Venture Capital con una spruzzata di stock picking di qualita’ tradizionale, strategia sostenuta da gente del calibro di Benjamin Graham e del suo protégé Warren Buffett.

Non che Solidus sia un fondo hedge, tutt’altro: circa l’85% dell’azionario da 55 milioni dei suoi partner possono essere venduti se c’e’ necessita’ di fare cassa.

La bellezza di questo sistema, spiega Duncan a Forbes, e’ che gli investitori nei fondi di venture capital possono diversificare a un costo vantaggioso, perche’ non devono scommettere per forza in tanti fondi differenti per controbilanicare i rischi.

I capitali investiti in accordi di venture capital sono messi in moto direttamente nel mercato azionario. Non restano parcheggiati dietro le quinte del grande palcoscenico, nella forma di un conto monetario, aspettando che il fondo di VC intervenga.

A ciascun investitore fa capo una quota simile alla fetta azionaria che si potrebbe detenere in una societa’ quotata in borsa. Il prezzo da commissione richiesto e’ ragionevole, pari all’1,5% dei 50 milioni di asset, l’1% sui $150 milioni eventuali in piu’ e lo 0,5% di qualsiasi cosa che superi quella cifra.

“Non lo facciamo per accumulare pile di asset e reperire commissioni per la gestione”, ha osservato Duncan al magazine Forbes. Solidus incamera il 20% dei profitti.

EFFETTI SULL’ECONOMIA REALE

Chiudere il gap fiscale nei prossimi 75 anni servendosi solo di tagli alle spese richiederebbe riduzioni del 31%; farlo solo con i redditi, richiederebbe un aumento della pressione fiscale del 46%. E tali stime tengono conto di una crescita del Pil del 2,5-3%. Non dell’1,5% come e’ prevista.

Perche’ la nuova generazione possa godere dello stesso stile di vita di genitori, nonni e bisnonni, servirebbe una crescita del Pil del 4%, che consentirebbe di creare $600 miliardi di attivita’ economica in piu’ di quanto non consenta una crescita – stima ottimista – del 2%.

Ecco perche’ i capitali degli imprenditori, utilizzati con pazienza e la migliore selezione possibile, e’ imprescindibile per gli Stati Uniti. “Stiamo cercando di reinventare il modo di vedere e approcciarsi al Venture Capital”, dice Vic Gatto, un ex imprenditore 41enne che e’ entrato a far parte del progetto di Solidus nel 2007.

“Ancora non abbiamo tutte le risposte”. Ma l’inizio fa ben sperare.