D-day per le fatture elettroniche: la prima scadenza

18 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

Primo banco di prova per la fattura elettronica 2019. Scade infatti oggi il termine d’invio, al Sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle Entrate, della liquidazione periodica Iva per i contribuenti mensili, relativa al mese di gennaio. Solitamente la scadenza è fissata per il 16 di ogni mese, ma a febbraio – cadendo di sabato – è slittata appunto a oggi

Come messo in evidenza dall’agenzia Agi, a fronte delle criticità di carattere tecnico-organizzative segnalate, da più parti è arrivata la richiesta di una moratoria delle sanzioni almeno fino al 16 marzo.

“Quello che avevamo previsto si sta verificando – ha ammonito il consigliere nazionale dell‘Ordine dei dottori commercialisti con delega alla fiscalità, Gilberto Gelosa – la situazione in questo momento è complicata, ci sono problemi diffusi su tutto il territorio per l’invio delle fatture elettroniche e probabilmente la situazione potrebbe peggiorare perché il flusso aumenterà. Potrebbero esserci dei colli di bottiglia. La moratoria sulle sanzioni è il minimo sindacale”.

Riguardo alla scadenza di oggi, per Gelosa “ci sono ancora problemi di natura informatica dovuti ai disallineamenti tra le piattaforme e lo Sdi e quindi non c’è la certezza dell’invio e della consegna delle ricevute delle fatture elettroniche. In molti casi manca la ricevuta di buon esito degli invii, ha proseguito.

“Il problema è inviare correttamente le liquidazioni Iva e con buona ragione pensiamo sia piuttosto difficile e abbiamo chiesto di non avere sanzioni. La moratoria delle sanzioni richiede un intervento normativo, speriamo lo facciano ex post”.

Cosa succede se si paga in ritardo?

Entro oggi dunque devono essere emesse le fatture elettroniche relative alle operazioni effettuate nel mese di gennaio per evitare di incorrere in sanzioni.

Nel caso in cui la fattura sia emessa dopo il 18 ma entro il termine della liquidazione successiva (ovvero il 16 marzo) si può comunque beneficiare di una riduzione dell’80% delle sanzioni. Se c’è un tardivo versamento dell’Iva, però, sarà applicata la sanzione piena (pari al 30%).