D’Alema disse a Bersani: proponi Rodotà premier

16 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Chi non ricorda le giornate concitate di aprile, che sancirono la profonda spaccatura del Pd, nel momento in cui l’ex segretario del partito Pier Luigi Bersani propose il nome di Franco Marini alla presidenza della Repubblica, poi quello di Romano Prodi, e in entrambi i casi i suoi fedeli gli voltarono le spalle?

Una vera e propria disfatta, non solo per il Pd, ma per l’Italia intera, con il caos istituzionale che prese piede e rischiò di rendere impossibile la formazione di un governo. Che poi si creò, con l’alleanza Pd-Pdl, che molti hanno battezzato come un vero e proprio inciucio.

Questa l’unica scelta, provocata anche dal no dell’ex segretario del partito Bersani a Stefano Rodotà, nome scelto invece dal Movimento 5 Stelle.

Sul no a Rodotà da parte del Pd c’è sempre stata poca chiarezza. Ora la questione salta fuori con un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano, a firma di Fabrizio D’Esposito, che racconta un aneddoto, secondo cui Massimo d’Alema avrebbe consigliato a Bersani di proporre il nome di Rodotà addirittura come premier. Bersani avrebbe risposto però con un no.

“Un colloquio teso tra due compagni-amici che sono ormai vicini alla rottura. Dice l’ex premier: “Caro Pier Luigi secondo me devi valutare anche un’altra possibilità”. “Pier Luigi” ascolta, tortura un mozzicone di sigaro tra i denti e intuisce dove “Massimo” vuole arrivare. Prosegue D’Alema: “Fai un passo indietro, vai dal capo dello Stato e proponi il nome di Stefano Rodotà come premier incaricato. Vediamo cosa fanno i grillini”.

La risposta di Bersani è no: “Massimo io me la voglio giocare fino in fondo”. È qui che si apre la faglia tra la nomenklatura del Pd e il suo segretario e che porta al fallimento totale della “ditta” nel cupio dissolvi di aprile, quando i franchi tiratori bruciano nelle votazioni per il Quirinale prima Marini poi Prodi (che ieri ha peraltro lasciato intendere che non rinnoverà l’iscrizione al Pd).

Il rumor ottenuto dal giornalista viene però subito affossato. Daniela Reggiani, portavoce di D’Alema, sottolinea che nell’articolo intitolato “D’Alema disse a Bersani: proponi Rodotà premier”, sono riportate frasi tra virgolette che Massimo D’Alema non ha mai pronunciato. D’Alema non ha parlato con Il Fatto Quotidiano”.