Crollo Ponte Morandi: venti persone indagate. C’è anche Aspi

7 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Venti le persone indagate insieme alla società Autostrade per l’Italia nel crollo del Ponte Morandi di Genova. La Procura della città ligure ha così provveduto all’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

Per Aspi l’accusa è di omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa anti infortunistica. Tra gli indagati l’amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci. Tra i vertici di Autostrade indagati anche i direttori Operations, Paolo Berti, e Manutenzione, Michele Donferri Mitelli (assieme al suo predecessore Bergamo), il responsabile del procedimento retrofitting, Paolo Strazzullo, e il direttore del tronco di Genova, Stefano Marigliani. Tra gli indagati anche il direttore generale della vigilanza autostradale del ministero, Vincenzo Cinelli, e il suo predecessore Mauro Coletta. La lista degli indagati, ha precisato il procuratore capo Cozzi, “al momento è questa”.

“Poi qualora emergessero ulteriori profili dalla prosecuzione delle indagini verrà valutato anche magari in corso di incidente probatorio come prevede il codice”.

Intanto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli su Twitter posta le foto di due lettere datate 11 gennaio e 17 marzo 2018, nelle quali l’Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) sostiene le propria contrarietà alla pubblicazione
degli allegati delle concessioni.

“Aiscat smentita dai fatti. Ecco prova delle “cortesi” pressioni per dissuadere il ministero dal pubblicare gli atti delle convenzioni. Sono parole che ovviamente hanno influenzato le strutture anche sotto la mia gestione. Ma carta canta e le bugie hanno le gambe corte”.