CROLLANO LE BORSE IN ASIA DOPO WALL STREET

5 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

I mercati asiatici sono crollati mercoledi’, sulla scia del pesante ridimensionamento di Wall Street nella seduta di ieri. I mercati temono che la Fed aumenti i tassi Usa per frenare l’economia americana. A Tokio, l’indice Nikkei perdeva verso meta’ seduta 771,79 punti, cioe’ il 4,06%, scendendo a quota 18.231. L’indice aveva chiuso sopra quota a 19.000 per la prima volta da mesi proprio nella seduta di martedi’.

Sony Corp., Samsung Electronics Co., Pacific Century CyberWorks Ltd., e altri titoli di aziende informatiche e di computer hanno trascinato la borsa giapponese al ribasso, sulla scia del tonfo del 5,6% del Nasdaq.

L’indice Topix (che e’ piu’ ampio del Nikkei) e’ crollato del 6,1%, molto vicino al record al ribasso degli ultimi 10 anni.

L’effetto domino si e’ fatto sentire anche a Hong Kong, dove il benchmark Hang Seng Index e’ crollato del 7,8%, piu’ di 1.300 punti, a quota 15.739.

In Corea del Sud, l’indice di borsa locale, il Kospi, ha accusato un ribasso di 52,79 punti, il 5%, a 1.006. E anche la borsa di Singapore non e’ riuscita a evitare l’ondate di vendite, lasciando sul terreno il 5,4%, con un calo di 136 punti, con l’indice Strait Times a quota 2,394.

Tutte le borse mondiali dipendono piu’ che mai da Wall Street, dove il ribasso e’ partito per i timori degli investitori circa un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nella prossima riunione dell’1-2 febbraio, e anche – francamente – per la sopravvalutazione di molti titoli che da settimane non accennavano a fermare la corsa al rialzo.