Crisi: nel 2008 Regno Unito voleva esercito in strada

24 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Da alcuni passaggi estratti dal suo ultimo libro, si scopre che l’allora primo ministro britannico Gordon Brown, per paura dell’anarchia durante la crisi del 2008, aveva valutato l’idea di schierare i militari nelle strade del paese.

“Abbiamo pensato: imporre il coprifuoco? Dispiegare l’esercito nelle strade? Come possiamo ripristinare l’ordine?”.

E ancora: “Se le banche chiudono e i bancomat non funzionano, se la gente va alla Tesco e le loro carte non vengono accettate, presto esploderà tutto. Se non possono comprare cibo, benzina, medicine per i propri figli, la gente inizierà a rompere le vetrine e fare da soli”.

“E non appena la gente lo vede in TV, quella è la fine, perché tutti penserebbero ‘Va bene, è esattamente quello che dobbiamo fare’. Sarebbe l’anarchia. Ecco ciò che potrebbe accadere domani”.

Se il leader labourista pensava che allora la situazione fosse diventata così drammatica, allora dovrebbe ringraziare di non essere al comando oggi.

Non c’è dubbio che il 2008 è stato un anno di panico, in particolare in Inghilterra, dopo la chiusura di Blackrock, con le file agli sportelli che fanno tuttora parte dell’immaginario collettivo del caos successivo allo scoppio della bolla subprime. Ma “il 2013 è forse peggiore ancora per il cittadino comune”, secondo Lizzie Bennet di Activist Post.

La gente, lo si vede bene in Grecia, è sempre più irrequieta. I prezzi dei beni di prima necessità continuano a crescere e i consumatori, che quest’inverno dovranno nuovamente scegliere tra riscaldamento e sostentamento, comincia a rendersi conto che c’è qualcosa che non va.

Esiste la probabilità che il Regno Unito avrà a che fare con carenze energetiche nei prossimi due anni. È l’allarme lanciato dall’Ofgem (l’ufficio dei mercati del gas e dell’elettricità britannico).

L’osservatorio energetico dell’Ofgem afferma che il Regno Unito non ha abbastanza riserve per produrre energia e ha suggerito che l’unica soluzione potrebbe essere il razionamento. Le scorte disponibili saranno intorno al 2%, il che in un brutto inverno non sono sufficienti.

“Com’è possibile, si chiede Bennet nell’articolo, che la più grande catena di supermercati possa far pagare 2,79 sterline per un sacco da neanche due chili di patate piccole e poco saporite?”

Fatte queste premesse non c’è dubbio, secondo l’autrice, che il mancato approviggionamento di risorse combustibili causerà più problemi che nel 2008. Questo fattore farà da anticamera a uno scenario apocalittico.

“Le carenze energetiche impediranno alla gente di prelevare denaro, causeranno malattie e morte, creeranno il caos nelle strade e nelle stazioni di servizio. Intaccheranno tutto ciò ormai diamo per scontato. L’assistenza sociale si fermerà bruscamente, i pagamenti verranno ritardati o persi nel ciberspazio, i freezer dei supermercati saranno pieni di cibo andato a male”.