Crisi Grecia. La Germania studia l’opzione insolvenza controllata

12 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di venerdì è stata caratterizzata da un’elevata volatilità a causa dell’annuncio delle dimissioni a sorpresa del capo economista della Bce Stark, che rimarrà comunque in carica fino a fine anno. Secondo la nota ufficiale le dimissioni sarebbero giunte per motivi personali, ma in base alle indiscrezioni giornalistiche la decisione sarebbe stata presa a causa di contrasti sul piano di acquisti di bond della Bce. Il successore, che entrerà in carica a fine anno,è stato indicato nella persona dell’attuale vice ministro delle finanze tedesco Asmussen, nomina però non ancora ufficializzata.

A pesare sui periferici in mattinata sono giunte anche le dichiarazioni del vice ministro delle finanze greco, secondo cui il paese ha liquidità solo fino ad ottobre.

La Grecia domenica ha annunciato una nuova tassa di due anni sugli immobili determinabile attraverso il controllo delle bollette elettriche al fine di assicurare il raggiungimento del target di 17,1 Mld€ di deficit nel 2011 e 14,9 Mld€ nel 2012, coprendo così il buco da 2 Mld€ di quest’anno causato dall’inasprimento della recessione. La decisione della Grecia è stata presa al fine di ottenere la tranche di prestito di 8Mld€.

Sul piano di swap che coinvolgerebbe i creditori privati, il responsabile dell’ufficio di gestione del debito, ha dichiarato che non è in programma nessuna pubblicazione dei dettagli della partecipazione al programma nella settimana corrente. Il responsabile ha solo dichiarato che c’è stata una risposta positiva e che al momento più della metà delle banche non hanno ancora risposto.

A gettare dubbi su un possibile default della Grecia è stato il ministro dell’economia tedesco Rosler (esponente del partito FDP) secondo cui l’opzione estrema sarebbe l’insolvenza controllata. Secondo un articolo di Der Spiegel, il ministro delle finanze tedesco starebbe considerando nuove misure per contenere l’impatto di un possibile default greco sui paesi indebitati dell’area Euro e sulle banche.

Secondo il piano, l’Efsf potrebbe concedere un prestito ponte ai paesi indebitati e finanziare le banche soggette ad una possibile ristrutturazione del debito greco. Secondo Der Spiegel le ipotesi allo studio sarebbero due: 1) default del debito greco con permanenza della Grecia all’interno dell’area; 2) uscita della Grecia dall’area Euro e reintroduzione della dracma.

Oggi la Cancelliera Merkel ed il presidente della Commissione europea Barroso si incontreranno per discutere della crisi.

Per oggi c’è attesa per l’asta sui Bot trimestrali ed annuali italiani per 11,5 Mld€. In calendario anche l’asta sui bills tedesca da 4 Mld€ e francese da 7,5 Mld€. In settimana ci saranno anche le aste sui titoli a lungo termine italiani e spagnoli.

Negli Usa tassi di mercato in calo soprattutto sul comparto a lungo termine dove il tasso decennale governativo ha raggiunto il nuovo minimo storico in prossimità di 1,90%.

Nel frattempo emerge un movimento di pensiero favorevole ad allentare le misure regolamentari sulle banche. In particolare l’ad di JPMorgan, in un’intervista a FT, ha proposto l’abbandono delle regole di Basilea III nel caso in cui esse si rivelassero contrarie agli interessi Usa.

Allo stesso tempo, secondo quanto riportato dal WSJ, l’implementazione della cosiddetta Volcker rule inerente al trading proprietario nelle banche, sarà verosimilmente differita. Tale norma fu approvata a metà 2010 con entrata in vigore prevista non oltre luglio 2012.

Valute: prosegue senza sosta la fase di deprezzamento dell’euro con il cross che in mattinata si è portato in prossimità dell’area di supporto a quota 1,35. La situazione di forte tensione in area Euro potrebbe spingere il cross a rompere tale livello con primo supporto a 1,34. I dati del Cftc hanno evidenziato come gli speculatori abbiano invertito le proprie posizioni puntando dalla scorsa settimana su un deprezzamento dell’euro vs il biglietto verde.

Apertura di settimana in apprezzamento per lo yen che vs dollaro è ritornato sotto quota 77 sulla scia del marcato calo dei listini azionari asiatici. Verso euro il cross ha registrato in mattinata un nuovo minimo storico. La prima resistenza si trova in prossimità del precedente minimo storico a 105,50. Durante la notte la BoJ ha pubblicato le minute della riunione di agosto in cui è emerso come alcuni membri abbiano espresso il proprio timore che uno yen forte possa spingere le aziende a spostare la produzione all’estero.

Materie Prime: venerdì si è assistito ad un calo generalizzato di tutte le materie prime, con l’eccezione di zucchero (+1,1%), mais e soia; sul rialzo dei prezzi di queste ultime pesa la previsione di un cattivo raccolto la prossima settimana negli USA a causa del maltempo.

In ribasso anche tutti gli energetici, guidati dal gasolio (-2,8%), e i metalli industriali (rame -3,2%, nickel -4,2%), che soffrono il calo della domanda proveniente dall’Europa. Questa mattina prosegue il calo del Brent (sotto i 111 $/barile) e dell’oro (che si attesta intorno ai 1.848 $/oncia), sulla scia del forte apprezzamento del dollaro in seguito alle tensioni in area euro.

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