Crisi del gas: il peggio è alle spalle, stoccaggi Italia all’84%

4 Gennaio 2023, di Mariangela Tessa

La crisi del gas legata allo stop delle forniture dalla Russia appare sostanzialmente superata. Almeno per questo inverno. Salvo ovviamente di brutte sorprese. Parola di Snam che, in base ai dati al 31 dicembre 2022, ha comunicato che a meno di eventi imprevedibili, la stagione invernale potrebbe chiudersi a fine marzo 2023 con almeno 3 miliardi di metri cubi di gas residui in stoccaggio, contro i 0,69 miliardi di metri cubi registrati l’anno precedente. Si tratta di un quantitativo che agevolerà il successivo processo estivo di riempimento.

A fine dicembre, intanto – ha comunicato il gruppo – le scorte di gas naturale negli stoccaggi della controllata Stogit sono risultate pari a 9,3 miliardi di metri cubi, cui vanno aggiunti i 4,5 miliardi di metri cubi di stoccaggio strategico. Una quantità superiore di circa 2,6 miliardi rispetto alla giacenza di 6,7 miliardi di metri cubi rilevata a fine dicembre 2021.

In termini percentuali ciò significa che al 31 dicembre 2022 la quota di riempimento risultava pari a circa l’84% rispetto al 68% di un anno prima: un dato che va letto soprattutto in vista della nuova stagione di riempimento degli stoccaggi, quella che dovrà garantire all’Italia anche un inverno 2023-2024 senza preoccupazioni sulle forniture.

“In vista del proseguimento della stagione invernale si tratta di un risultato molto positivo, reso possibile non solo dalle favorevoli condizioni meteorologiche e dal Piano nazionale di contenimento dei consumi ma determinato e sostenuto dalle azioni messe in atto da Snam per ottimizzare la gestione dei flussi”, sottolinea una nota.

In Europa stoccaggi del gas all’83,5%

Che il peggio, almeno per quest’inverno si alle spalle, emerge anche dai dati sugli stoccaggi europei di gas che salgono a 934,68 Twh, pari all’83,5 della capacità di riempimento e con un trend positivo dello 0,15%. È quanto emerge dai dati della piattaforma Gie-Agsi, comunicati ieri.

Sul podio la Germania, che ha scorte per 222,83 TWh, in crescita dello 0,41% e un indice di riempimento del 90,57%. Stabile l’Italia a 159,57 TWh, con i depositi pieni all’83,15%, mentre salgono le scorte in Austria (+0,28% a 83,88 TWh) e un indice all’87,44%, Belgio (+0,4% a 6,72 TWh), con stoccaggi all’88,38%, e Francia (+0,1% a 112,61 TWh), che ha i depositi pieni all’84,28%. La Danimarca (+0,27% a 9,04 Twh) ha un indice di riempimento al 90,97%.