Crisi Carige: aumento capitale e bond subordinato da 400 milioni

12 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

L’Italia potrebbe trovarsi impelagata in una nuova crisi del sistema bancario. Si è aggravata, infatti, la situazione di Banca Carige che oggi riunisce il Consiglio di Amministrazione. All’ordine del giorno l’approvazione della trimestrale e il via libera all’emissione di un bond subordinato da circa 400 milioni di euro e un successivo aumento di capitale nella prima parte del prossimo ano al fine di raccogliere le risorse necessarie a rimborsarlo.

Soffermandosi sul bond, questo dovrebbe essere sottoscritto in buona parte dal sistema bancario, che ha mobilitato lo Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi per mettere in sicurezza Carige. Della restante parte saranno, invece, chiamati a farsi carico i grandi azionisti della banca, a partire dalla famiglia Malacalza.

Tra le opzioni oltre al bond, ci sarebbe anche il lancio di un aumento di capitale. Ma lo Schema Volontario, come recita lo statuto, può intervenire in caso di dissesto e dopo che sono state esplorate soluzioni come la riduzione/conversione di strumenti di capitale di classe 1. Un percorso ad ostacoli che rende l’intera manovra fortemente in dubbio con Francoforte ha chiesto entro fine novembre gli impegni dei sottoscrittori del bond.

Una situazione delicatissima e ieri ci sarebbe stata una riunione straordinaria del cda che ha smaltito i dossier ordinari per consentire al consiglio di oggi di discutere dei conti e del rafforzamento. In attesa di conoscere le sorti della banca, il titolo sulla borsa milanese continua ad essere sotto pressione anche se per oggi è stato sospeso dalle contrattazioni. Il prezzo ha toccato subito un calo del 9% nella seduta di venerdì 9 Novembre e del 21 per cento nell’ultima settimana.