La criptovaluta migliore nel 2017 non è il Bitcoin

25 Maggio 2017, di Alberto Battaglia

Il fortissimo rally che messo le ali al Bitcoin da inizio anno si è conquistato diverse volte l’attenzione dei giornali: da inizio anno la sua progressione è stata di circa il 137%, con un valore ormai al di sopra dei 2.300 dollari. Eppure c’è un’altra cryptocurrency il cui valore è esploso decisamente di più: si tratta di Ether e il suo prezzo è passato dagli 8,24 dollari di inizio gennaio a quota 203 dollari, una progressione impressionante, vicina al 2.300%.

Non è immediatamente comprensibile la ragione di di questo vero e proprio boom. I dati certi, sulle caratteristiche di questa moneta, però, sono questi. Ether si basa su un blockchain differente rispetto al Bitcoin, il cui nome è Ethereum. Le applicazioni di questa piattaforma sarebbero particolarmente interessanti per lo sviluppo degli smart contract, quella tecnologia in grado di sveltire le procedure contrattuali eseguendo automaticamente le funzioni un tempo solamente “umane”. Secondo quanto scrive Cnbc, Barclays ha già utilizzato questo tipo di tecnologia per scambiare strumenti derivati.

Ether, dunque, avrebbe come primo obiettivo quello di diventare il tramite di questo nuovo genere di contratti, più che una semplice forma di pagamento come il Bitcoin. Secondo i dati Cryptocompare, un anno fa i principali compratori di Ether investivano utilizzando Bitcoin, per una quota pari all’83% degli acquisti. Ora tale fetta sarebbe solo del 32% a testimoniare il fatto che l’interesse per ether va oltre i soli fan delle monete digitali.

Che il rialzo di Ether sia destinato a durare? Secondo quanto affermato a Cnbc dall’esperto Jason Hamilton il rischio che si stanno assumendo i trader che puntano su Ether è che il blockchain su cui stanno investendo potrebbe essere clonato “rendendo i gettoni che tutti stanno comprando non sarebbero usati per molto altro se non il trading”.

Bitcoin al bivio: calo del -46,5% o volo a quota $6.000

Quanto al Bitcoin, la corsa dei prezzi continua e oggi è stata raggiunta la cifra record i 2.700 dollari. Un analista è convinto che il raggiungimento del livello tecnico di 2.800 farebbe scattare le prese di profitto, scaturendo una fase di correzione fino a 1.470 dollari (per una discesa del -46,5%). Sono le previsioni di Nicola Duke, analista di Forex Analytix, che ha citato le serie di Fibonacci.

Tra le ragioni del balzo incredibile degli ultimi mesi citate dagli osservatori di mercato e dai trader vi sono la legalizzazione del Bitcoin per i pagamenti in Giappone, la crescita della domanda in Corea e potenzialmente in Cina, così come le conclusioni positive di un importante dibattito sul futuro della criptovaluta.

Il Digital Currency Group ha incoraggiato gli investitori sul futuro prospero del Bitcoin, che molti considerano ancora una bolla destinata a scoppiare, se non addirittura uno schema Ponzi. Ma il fatto che 56 società nel mondo e l’83% delle persone autorizzate a emettere Bitcoin, hanno firmato il “Bitcoin Scaling Agreement”, rappresenta una bella promozione per la moneta virtuale e dovrebbe aumentare il volume delle transazioni e dei pagamenti in Bitcoin. Per stampare la moneta bisogna risolvere dei problemi tanto complessi che ormai sempre più spesso l’operazione avviene con l’aiuto di software e algoritmi.

Per via dei fattori sopracitati c’è anche chi, come il CEO di Gatecoin, una piattaforma regolamentata di scambio della criptovaluta, ha un parere estremamente discordante rispetto a quello di Duke. Aurelien Menant ritiene che il Bitcoin abbia le potenzialità per raggiungere sino ai 6.000 dollari di valore, il doppio della stima prevista dallo stesso manager in precedenza quest’anno.