Credit Suisse: “Piazza Affari è il mercato più attraente”

16 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Credit Suisse scommette sull’Italia. In una nota odierna, gli analisti della banca di investimenti svizzera hanno ribadito la sua view positiva sul mercato azionario sulla scia di un contesto economico che appare in miglioramento ma anche per i prezzi particolarmente a sconto.

Milano “è in assoluto il più a buon mercato tra tutti i mercati azionari principali in termini di Price /Book e trai i più a buon mercato sul T/E”. In prospettiva di utili a 12 mesi l’Italia appare a sconto rispetto ai principali mercati”.

In termini di singoli titoli, le preferenze vanno per Intesa San Paolo, Ubi, Pirelli, Prysmian. E ancora: Mediaset e Raiway per i media e Salvatore Ferragamo per il lusso

Un occhio particolare va poi al mercato bancario italiano, dove gli analisti vedono interessanti prospettive di miglioramento. “Vediamo diversi aspetti che guidano questo: la riduzione del costo dell’indebitamento dovrebbe migliorare la qualità del credito, l’atteso miglioramento della situazione macro., segni evidenti di consolidamento, le valutazioni e forse un meccanismo che possa svincolare i Non Performing Loans. Vediamo le banche italiane tra le più sottovalutate inoltre oggi le revisioni degli utili sono al positivo. L’interesse dei gruppi esteri per il settore bancario italiano, porterà anche ad un M&A nel settore, in modo da acquistare massa critica. Un M&A che porterà ad una maggiore razionalizzazione del settore, con due grandi campioni nazionali e alcune banche di medie dimensioni”

Una view positiva è stata espressa che sul fronte macro. “Il consumer Confidence index oggi è ai massimi degli ultimi 10 anni, per i mercati è importante la direzione e oggi l’Italia è nella direzione giusta e sta dando i segnali delle riforme. Un potenziale che viene amplificato dalle riforme in essere, come quella del mercato del lavoro. Infatti il clima di fiducia è direttamente collegato a una regressione del tasso di disoccupazione” si legge nella nota in cui viene specificato che il prezzo del petroli in discesa, la politica della BCE aggressiva e un euro debole sono ulteriori elementi di traino alla crescita” aggiungono gli analisti, specificando che le loro stime sul Pil per il 2015-2016 visto rispettivamente allo 0,5 e allo 0,6%.

“Oggi l’Italia oggi è stata eccessivamente penalizzata. Il costo del lavoro non è alto come si pensa, specie rispetto agli altri Paesi e se si pensa agli impatti delle riforme riteniamo ci sia spazio per riprendere e per una spinta. Continuiamo a sostenere il tema del leverage aggregato pubblico privato in percentuale sul PIL in cui l’Italia continua a mostrarsi sostenibile e in linea con gli altri principali Paesi” concludono gli esperti. (mt)