Credit Suisse: occhio a banche centrali “finte populiste”

9 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Nell’ultimo anno la politica e’ stata meglio di una fiction. Lo scrive Michail O’Sullivan, Chief Investment Officer della divisione di International Wealth Management della banca Credit Suisse nel commentare l’esito delle elezioni presidenziali francesi, ricordando che al primo turno quasi la meta’ degli elettori ha votato a favore di soluzioni politiche anti-establishment. Il neo presidente Emmanuel Macron, comunque, ‘incarna una rottura con il sistema per altri aspetti importanti’.

Quando alle banche centrali secondo l’esperto dell’istituto svizzero “sono un fattore importante nel legame tra politica e mercati e che “per certi aspetti sono state ‘populiste’ ben prima dei politici nel senso della definizione del termine di Juan Peron (“Dare al popolo, soprattutto ai lavoratori, tutto il possibile, non c’è niente di più elastico dell’economia, che tutti temono cosi’ tanto perche’ nessuno la capisce“).

Il concetto del gestore di patrimoni della banca svizzera è che il programma di Quantitative Easing “dà alla gente (per lo meno agli investitori) tutto ciò che è possibile e pochi lo capiscono”.

O’Sullivan in ogni modo si mostra critico verso gli istituti centrali e sottolinea che le loro mosse vanno tenute sotto stretta osservazione: “sotto la foglia di fico di mercati forti, calmi, stanno cominciando a orientarsi verso una politica più rigida“.

Tornando a parlare dell’elezione presidenziale della seconda potenza economica dell’Eurozona, O’Sullivan si mostra in realtà ottimista sull’impatto che potrebbe avere Macron, in particolare sui giovani e sulle donne francesi, “nel senso che Macron smantellerà pezzo per pezzo un sistema politico sclerotico che è stato dominato da uomini patriarchi”.

Macron simboleggia una forza nuova anche in termini di politica dei partiti e se il suo partito En Marche! andrà bene alle elezioni legislative di giugno, allora sarà in grado di riallineare nettamente la politica dei partiti in Francia. Come i Laburisti nel Regno Unito e il Pasok in Grecia, il Partito Socialista in Francia potrebbe trovarsi a fronteggiare il rischio di quasi estinzione.

Può anche essere, conclude il gestore, che, come molte imprese, “i partiti politici descrivano una parabola – un’iniziale entusiastica fase ‘start-up’, crescita e amministrazione, ingresso nell’establishment e poi, in certi casi, il declino“.