Credit Suisse contrarian: incrementare l’azionario dei Paesi sviluppati

13 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

Nelle ultime settimane, l’appetito per il rischio sui mercati azionari sembra che si stia raffreddando in vista dei rialzi dei tassi di interesse da parte Fed, ma non solo. Il Credit Suisse, però, è convinto che la situazione attuale, segnata da problemi di offerta delle materie prime e dai timori legati al rialzo dell’inflazione, resti favorevole a un incremento delle posizioni investite in azioni.

“Gli indicatori tecnici forniscono un segnale di acquisto di tipo contrarian”, cioè controcorrente, afferma il global Cio office di Credit Suisse nel suo punto mensile. In particolare, “le valutazioni basate sugli utili, come il rapporto prezzo/utili (P/E), sono migliorate negli ultimi mesi, poiché gli aumenti dei prezzi delle azioni non hanno tenuto il passo con la crescita degli utili”. Nel frattempo l’indicatore di Cs sull’appetito per il rischio globale “si è ritirato dal territorio di euforia ed è ora prossimo alla neutralità”.

Credit Suisse, positivo sull’azionario

Nelle prossime settimane l’azionario dovrebbero trarre beneficio da un quadro macroeconomico che, per la banca svizzera, rimane positivo anche scontati i vari rischi che attualmente stanno attirando l’attenzione. “L’economia globale dovrebbe continuare a crescere e dovremmo assistere presto a una riaccelerazione della produzione industriale”, ha affermato la banca, “per quanto riguarda l’inflazione, riconosciamo che i prezzi potrebbero impiegare più tempo a scendere, ma consideriamo ancora transitori i livelli elevati”.

La conclusione strategica di Credit Suisse è la seguente: “Alla luce della nostra valutazione, abbiamo aumentato tatticamente la nostra allocazione verso le azioni dei mercati sviluppati”, in particolare “Germania, Spagna e Regno Unito”; al contrario, “rimaniamo neutrali sulle azioni dei mercati emergenti per via dei rischi e delle incertezze attorno alla Cina”.

Dal punto di vista settoriale l’aspettativa di un picco dei prezzi energetici transitorio ha spinto Credit Suisse ad assumere un atteggiamento neutrale nei confronti dei titoli esposti al settore, dopo aver approfittato di un approccio overweight a partire dallo scorso maggio: “individuiamo meno spazio di manovra per un’ulteriore sovraperformance”.