Credit crunch: dalle banche italiane 100 miliardi in meno all’economia

23 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In calo i prestiti bancari a famiglie e imprese. Secondo la Cgia di Mestre, negli ultimi due anni sono scesi di quasi 100 miliardi di euro. Incrociato con la disoccupazione, il fenomeno fa aumentare in modo preoccupante, soprattutto al Sud (Campania, Calabria e Abruzzo), il rischio usura. La Cgia rileva come, tra la fine del 2011 e del 2013, la diminuzione degli impieghi bancari per le famiglie è stata pari a 9,6 mld (-1,9%), e di 87,6 mld (-8,8%) per le imprese.

Aumenta, soprattutto al Sud, il rischio usura per famiglie e imprese alla luce del calo del credito erogato dalle banche (-97,2 miliardi di euro negli ultimi 2 anni). E’ l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre che sottolinea come tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013 la diminuzione degli impieghi bancari alle famiglie e’ stata di 9,6 miliardi (-1,9%) mentre quella alle imprese è stata di 87,6 miliardi (-8,8%).

”Oltre agli effetti della crisi economica e al calo della domanda di credito – aggiunge il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – questa forte riduzione dell’erogato è stata dovuta anche al deciso aumento delle sofferenze bancarie che a giugno di quest’anno ha toccato la cifra record di 168 miliardi di euro”. A fronte di una progressiva crescita del credit crunch avvenuta in questi ultimi anni, l’indice realizzato ormai da più di 15 anni dall’Ufficio studi della CGIA mostra come che nel 2013 Campania, Calabria, l’Abruzzo, Puglia e Sicilia sono le realtà dove il rischio usura ha raggiunto i livelli maggiori.