Società

Ermanno Scervino, creazioni d’eccellenza per l’uomo di stile

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Per lo stilista, uomo e donna sono declinazioni specifiche della stessa filosofia estetica. I codici comunicano, ma restano separati e autonomi

A cura di Margherita Calabi e Benedetta Gandolfi

Ermanno Scervino ama le donne. E l’eleganza, che viene da una profonda consapevolezza di sé stessi. Grande esteta e attento conoscitore della sfaccettata personalità femminile, il designer, che ha ben chiaro il concetto di sensualità, si rivolge al passato e guarda al futuro. Qualche mese fa, nel backstage della sfilata per la primavera-estate 2019, ha commentato: «lavoro con idee retrò, ma in ottica futurista». La sua è una nostalgia contemporanea, declinata in sontuosi abiti in pizzo, ruches, tessuti jacquard in oro, pelle plissettata, ma anche in miniabiti e leggere sottovesti, cortissimi pantaloni bicolore, vestiti in crêpe de Chine con stampe grafiche e piumini oversize. Scervino, inoltre, ha una predilezione per il gioco del maschile e femminile: trova sensuale la donna che indossa un maglione o un cappotto dal taglio maschile, abbinato magari a un capo iper-femminile, come l’abito sottoveste in pizzo.
Lo stilista, grande sperimentatore di lavorazioni artigianali per i suoi capi, a cominciare dall’innovativa applicazione del laminato, si racconta. E tiene a sottolineare: «dai grandi maestri ho imparato la dedizione al lavoro. Oggi tutti vogliono fare i designer, essere creativi puri, saltando il percorso di crescita derivante dal lavoro pratico. I miei maestri, Carla Fendi su tutti, mi hanno fatto apprezzare la bellezza della manualità, del savoir-faire innovativo».


Alcuni capi della collezione primavera-estate 2019

La ricerca del bello. Scervino ha studiato architettura: una disciplina che porta alla continua ricerca del bello attraverso l’armonia di forme e colori. Negli anni si è poi concentrato su una particolare architettura: quella dell’abito sul corpo. «Credo in un’estetica contemporanea, seducente ed elegante, che abbia il suo fondamento in un meticoloso know-how artigianale, aggiornato di stagione in stagione per rispondere alle esigenze della donna di oggi. Voglio che le mie creazioni siano di assoluta eccellenza, che rispondano a criteri couture pur essendo pensate per il quotidiano. Ogni capo ha alle spalle mesi e mesi di lavoro, ed è realizzato con materiali di pregio esaltati dalle lavorazioni più innovative. La mia filosofia estetica si può sintetizzare in due parole: il meglio. Solo il meglio, infatti, mi permette di esaltare la bellezza femminile e di creare gli abiti un attimo prima che le donne li desiderino», spiega.



Alcuni look della sfilata primavera-estate 2019 di Ermanno Scervino

Nel 2002 nasce la collezione Ermanno Scervino Uomo. Per lo stilista, uomo e donna sono declinazioni specifiche della medesima filosofia estetica. La donna prende ispirazione dall’universo maschile, indossando giacche sartoriali dai volumi oversize. Qual è, quindi, il fil rouge che unisce le sue collezioni? «Il gioco del maschile e femminile mi piace molto», racconta Scervino. «Penso che anche l’uomo possa attingere dal guardaroba di lei: l’ho dimostrato nella sfilata autunno/inverno 2019-2020, dove ho proposto maglioni illuminati da cristalli anche per lui. Questo però non vuol dire che sia una moda genderless. I codici possono comunicare, ma devono restare separati e autonomi».

Chi è l’uomo Scervino. Un uomo moderno, dinamico, sicuro di sé. I grandi divi del cinema italiano, con la loro eleganza e nonchalance, sono certamente un punto di riferimento. Ma l’attitudine dell’uomo Scervino è autenticamente contemporanea e internazionale. «Il mio stile è pensato per oltrepassare i confini geografici. Quando realizzo le mie creazioni penso a un uomo che può vivere a Roma, a Mosca o a New York, in tutte le capitali del mondo indistintamente», racconta.


La sfilata primavera-estate 2019 di Ermanno Scervino

La collezione primavera-estate ‘Retrò Futuristico’. «Ho voluto recuperare alcuni  elementi del passato in termini di ispirazioni e know-how guardando alla contemporaneità, al futuro e alle esigenze della donna di oggi. Ho cercato di trarre insegnamento dalla tradizione per andare oltre, immaginando, appunto, un retrò futuristico. Ho lavorato sull’intimo esibito, reso glamorous da Elizabeth Taylor, Silvana Mangano e dalle prime Bond girl come Ursula Andress, e l’ho declinato in abiti per il giorno e per la sera, impreziositi da intarsi di pizzi e chiffon. Tailleur e smoking sono invece rinnovati nella vestibilità e nei tagli asimmetrici. Ma la lavorazione che più di tutte suggerisce l’effetto futuristico è l’innovativa applicazione del laminato, una tecnica esclusiva che dona ai capi un effetto glassato, lucente e voluminoso».

All’origine, il cinema. Scervino parte avvantaggiato. Durante l’infanzia trascorreva le vacanze estive a Forte dei Marmi, località frequentata dalle dive del cinema italiano come Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Monica Vitti.
«Ricordo la loro inarrivabile eleganza, che non dipendeva da ciò che indossavano, quanto dalla loro fortissima personalità. Sono loro ad avermi insegnato che è la personalità e la profonda conoscenza di sé stessi a creare l’eleganza e non viceversa. Gli abiti che indossavano ne sottolineavano la bellezza, sensualità e femminilità. L’insegnamento di queste bellissime donne lo porto con me ancora oggi e cerco di applicarlo a tutte le mie creazioni».
Da piccolo, Ermanno Scervino sognava di vestire le donne più belle del mondo. Oggi il sogno è diventato realtà: Nicole Kidman, la Regina Rania di Giordania, Amal Clooney, Olivia Palermo e Heidi Klum, per citarne alcune, indossano i suoi abiti. «Sono orgoglioso che donne così diverse tra loro – attrici, businesswomen e sovrane – apprezzino la mia estetica. Mi piacerebbe continuare a vestire simili icone di bellezza e personalità», afferma. «Eleganza per me vuol dire innanzitutto carattere. L’eleganza è avere qualcosa da comunicare e da trasmettere al pubblico». E continua: «è importante dare alle donne un guardaroba in cui si sentano sempre a loro agio e trovo altrettanto importante non farlo in maniera elitaria. Questa è la ragione per cui non voglio fare haute couture: voglio rivolgermi a tutte le donne, offrendo un prêt-à-porter di eccellenza».


Un look della sfilata primavera-estate 2019 di Ermanno Scervino

Come nasce una creazione. Scervino ha reinventato il concetto di prêt-à-porter evolvendolo in couture-à-porter. Il suo ‘artigianato tecnologico’ è caratterizzato da abbinamenti moderni e inaspettati. «Una creazione nasce da un lungo lavoro che considera ogni minimo dettaglio, partendo da un fondamento imprescindibile: la materia. Saper riconoscere e apprezzare i tessuti, saperli unire con ago e filo, è l’essenzialità del lavoro del designer. Da lì bisogna costruire, comporre forme più complesse, limare volumi, sperimentare lavorazioni, scegliere colori. Ma una cosa è certa: ogni mia creazione parte dal tessuto». Scervino è nato a Milano, ma è fiorentino d’adozione. Ed è proprio a Firenze che ha fondato l’azienda nel 2000.
Nel 2007 ha poi inaugurato il nuovo headquarter a Bagno a Ripoli (seguito da quello di Milano nel 2008). «Stabilire la sede a Firenze, e più precisamente a Bagno a Ripoli, è stata una scelta naturale. Credo che il know-how artigianale toscano non abbia eguali ed è l’unico che mi consente una continua attività di ricerca su produzione, materiali, colori e stili».
Si tratta di una zona storicamente nota per la lavorazione del pizzo, visitata fin dal XIX secolo dagli aristocratici di tutto il mondo per la creazione dei loro corredi. «Mi sembrava il luogo perfetto dove costruire qualcosa di nuovo. E poi vivere e lavorare in una città ricca di arte come Firenze è un privilegio: ogni scorcio della città racconta un pezzo di storia del mio Paese e della cultura italiana. Trovo ispirazione in ogni angolo di strada. È qualcosa di unico».

Una nuova boutique a Doha. Il brand, che oggi conta 48 boutique monomarca, ha inaugurato nel 2018 il nuovo flagship store di Firenze. «La volontà è di consolidare la nostra posizione a livello internazionale, visto anche il crescente interesse nei confronti della mia Maison da parte di clienti da tutto il mondo. La prima tappa sarà l’apertura della boutique a Doha, in un contesto di lusso che farà da perfetta vetrina alle mie creazioni. Poi proseguiremo l’espansione del Far East, un’area che ha sviluppato negli anni un grande gusto per il lusso e per l’inimitabile eccellenza artigianale italiana. La stessa che io propongo con le mie collezioni», conclude il designer.

L’articolo è stato pubblicato sul numero di aprile del magazine Wall Street Italia.