Crac banche: risparmi nascosti in casa, boom vendite armadi porta fucili

28 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

TORINO (WSI) – I risparmi meglio tenerli sotto il materasso. O anche dentro a un muro, come ha fatto una coppia di torinesi che ha nascosto i soldi centocinquantamila euro in un’intercapedine del muro (prima di essere truffati dai finti addetti dell’acquedotto). E’ quanto risulta da un articolo della Stampa.

Crollo di fiducia nelle banche e paura di perdere anche i propri depositi, dopo l’introduzione del bail in. Ognuno si attrezza ognuno come può e proprio negli ultimi tempi pare sia cresciuta in maniera vertiginosa la vendita di casseforti e mobiletti blindati specie in Nord Italia, e anche armadi porta fucili. Così conferma Marco Valfrè, responsabile di settore del gruppo Guercio, partner negli acquisti del marchio nazionale Brioco Ok.

“Nel nostro circuito d’acquisto la vendita di armadi porta fucili è cresciuta del 40%.

Ecco che cosa ha prodotto lo tsunami delle banche, scatenato dal caso Etruria, scrive La Stampa. Molte persone oggi visto non si fidano più delle banche dopo il caso dei quattro istituti di credito che sono stati salvati sulle spalle dei risparmiatori, che hanno visto andare in fumo nel giro di una notte i risparmi di una vita.

Ma allo stesso tempo, tenere contante in casa fa gola a ladri e truffatori. Solo a Torino, come afferma il colonnello Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri sono state 3200 le denunce raccolte l’anno scorso, circa 250 in più rispetto al 2014.

“Le persone tengono troppo contante in casa.  La maggior parte delle vittime raggirate sono anziane, che già in passato mostravano poca dimestichezza con conti correnti e forme di pagamento elettronico. Questo, però, è un fenomeno nuovo. Preoccupante proprio perché espone a maggiori pericoli soggetti già a rischio”.

Non serve neanche la moneta elettronica, tanto osannata dall’Agenzia delle entrate per combattere l’evasione, la scelta preferita dai risparmiatori italiani è sempre il contante ma invece di tenerlo in banca – troppo rischioso oggi così pensano –  è meglio tenerlo in casa.

“Una scelta per certi versi comprensibile, ma che non può essere condivisa. Un conto è imparare a essere cauti negli investimenti, altra cosa è essere semplici titolari di un conto corrente. Proprio le banche hanno una struttura di sicurezza che non è ripetibile in casa”.

Una scelta che fa al tempo stesso felici i ladri che anche senza usare violenza ingegnano truffe specie ai danni degli anziani.

“Per questo continuiamo a ripetere che la prima forma di difesa è la riservatezza. Non bisogna mai rivelare la presenza di denaro in casa a operai e assistenti. Bisogna, invece, stabilire buoni rapporti di vicinato, in modo che qualcuno sorvegli la nostra abitazione quando si è assenti”.