Covid, per il primo vaccino italiano avviata la sperimentazione su volontari

8 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

Ci vorranno sei mesi per capire le possibili controindicazioni, ma la strada verso la sperimentazione di fase 2 del primo vaccino anti-covid italiano è partita. Ieri, 7 settembre, le dosi sono state somministrate a sei volontari di età compresa fra i 18 e i 55 anni, presso l’ospedale Borgo Roma di Verona.
A guidare la sperimentazione è il Centro di ricerche cliniche dello stesso nosocomio, in collaborazione con lo Spallanzani di Roma e l’università di Verona.

Le tempistiche, strada ancora lunga

“Se tra sei mesi non avranno evidenziato controindicazioni ed avranno prodotto anticorpi contro il Coronavirus potremmo dire di essere sulla buona strada per il vaccino”, ha commentato il direttore del Centro di ricerche del Borgo Roma, Stefano Milleri. Le prime tre dosi del vaccino sviluppato prodotto e brevettato dalla società biotech italiana ReiThera erano già state somministrate presso lo Spallanzani mercoledì scorso. Le prime reazioni dei volontari, ha dichiarato Milleri al Gazzettino, hanno fatto ben sperare: i soggetti “hanno evidenziato l’assenza pressoché totale di controindicazioni”. L’altro vaccino 100% made in Italy è quello prodotto da Takis e Rottapharm Biotech, per il quale l’avvio della fase di sperimentazione è attesa a breve.

La testimonianza

“Non ho paura. Prima di accettare mi sono documentato a fondo, ho studiato il lavoro dei ricercatori della ReiThera, la società biotecnologica romana che ha realizzato e brevettato il vaccino”, ha dichiarato al Corriere della Sera uno dei volontari, il 32enne Gabriele Nastasi, “ci troviamo di fronte a un fenomeno di importanza mastodontica. Sono convinto che se l’umanità vuole sconfiggere il virus, ciascuno debba fare la propria parte. Io ci sto provando”.

Per quanto riguarda l’iter dei controlli Nastasi ha raccontato: “Mi hanno tenuto sotto osservazione qualche ora e adesso posso tornare a casa. Dovrò misurare la temperatura corporea ogni sera e tenere un diario clinico nel quale annotare ogni minima reazione. Tra due giorni tornerò per una visita di controllo che poi si ripeterà periodicamente, per i prossimi sei mesi”.