Economia

Covid, le regole per le riaperture: quando non serviranno più green pass e mascherine

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Dopo oltre due anni di pandemia, l’Italia torna lentamente alla normalità dando anche l’addio alle mascherine. Il decreto legge n. 24 del 2022 ha stabilito la road map per l’uscita dallo stato di emergenza che nei fatti avverrà da fine mese, il 31 marzo, ma nella pratica sarà graduale.

Green pass: quando servirà ad aprile e maggio

In primo luogo da maggio ci sarà lo stop al green pass nei luoghi al chiuso tranne per le visite in ospedale e nelle rsa. Lo stop al certificato verde nei luoghi chiusi sarà sia nella versione base che in quella super, ossia rispettivamente con tampone negativo e con vaccino.

Per tutto il mese di aprile quindi servirà ancora il green pass, ma nella versione base per i trasporti a lunga percorrenza: (aerei, navi, treni Alta velocità e intercity, autobus di linea) e per partecipati a spettacoli aperti al pubblico, nonché agli eventi e alle competizioni sportivi, che si svolgono all’aperto, quindi per entrare a stadi, concerti e spettacoli teatrali o cinematografici all’aperto. Obbligo di green pass base anche per mense, concorsi pubblici, corsi di formazione pubblici e privati, colloqui visivi in presenza con i detenuti e gli internati, all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori. Green pass base anche per i ristoranti al chiuso.
Dal 1 aprile si potrà entrare senza certificato verde nei bar e nei ristoranti all’aperto, mentre per bar e ristoranti al chiuso sarà necessario aspettare il 15 aprile.

Vaccino e scuola

Fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico, con la fine dello stato di emergenza, dal 1 aprile, In caso di inosservanza dell’obbligo vaccinale, il personale docente ed educativo potrà essere utilizzato in attività di supporto all’istituzione scolastica. Non andrà, dunque, in classe ma potrà comunque lavorare e avere lo stipendio.

Riguardo alla gestione dei casi di positività, nelle scuole dell’infanzia in presenza di almeno quattro casi di positività tra gli alunni nella stessa sezione, le attività proseguono in presenza e gli alunni che hanno superato i sei anni, devono usare le mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il soggetto positivo. In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un test molecolare.
Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. In questo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

Mascherine

Rimane fino al 30 aprile l’obbligo di indossare le mascherine al chiuso. Si dovrà viaggiare su autobus e metropolitane fino al 30 aprile obbligatoriamente con  la mascherina Ffp2. Oltre che autobus, metropolitane, aerei, treni e navi, pullman, pulmini scolastici, funivie, cabinovie e seggiovie, fino al 30 aprile occorre indossare la mascherina FFp2 anche nei cinema, teatri, sale da concerto, locali e discoteche, eventi e competizioni sportive. Da maggio decade l’obbligo di indossare la mascherina.

Negozi, parrucchieri, banche e poste

Per entrare nei negozi, dal parrucchiere, in banca, alle poste o negli uffici pubblici dal 1 aprile non occorrerà più il green pass ma si dovrà indossare la mascherina.

Contagi in salita: nuova ondata in arrivo?

Le nuove regole per le riaperture sono state adottate nonostante siano in crescita i contagi. Dal 16 al 22 marzo sono stati oltre mezzo milione, passando dai 379.792 della settimana precedente a 502.773, con un aumento del 32,4% secondo il consueto monitoraggio della fondazione Gimbe.

I contagi da Covid-19 corrono in particolare nel Sud Italia, dove sono cresciuti del 42,2%; mentre il Nord Ovest, il Nord Est e il Centro si attestano intorno al 30% e le isole al 17,7 per cento.
Viene registrata invece una lieve diminuzione dei decessi: sono stati 924 a fronte dei 976 della settimana precedente, pari a -5,3%. Salgono da 17 a 38 le province italiane con un’incidenza superiore a 1.000 casi di Covid per 100mila abitanti. Continua invece a calare il numero delle ospedalizzazioni in terapia intensiva, con un -20% in 7 giorni secondo i dati della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere.