Economia

Covid-19: l’Italia diventerà una Repubblica fondata sullo smart working

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Questo articolo fa parte del lungo dossier “Scrivi oggi il tuo domani” pubblicato sul numero di aprile del magazine Wall Street Italia.

Con l’obbligo del distanziamento sociale al fine di contenere i contagi dal Coronavirus che si è abbattuto sull’Italia, molte le aziende che hanno adottato lo smart working, il lavoro agile da casa evitando così di fermare l’attività.

Prima dell’emergenza l’Italia era maglia nera per quanto riguarda l’utilizzo del  telelavoro in Europa ma ora secondo i dati del Ministero del lavoro, a metà marzo oltre un milione di lavoratori ha iniziato a lavorare da casa. Certo in Italia ci sono molte realtà produttive la cui forza lavoro è costituita in gran parte da operai e ciò rende difficile utilizzare lo smart working in modo estensivo.

Ma, come precisa Francesco Bonfiglio, amministratore delegato di Engineering D.Hub, società del gruppo Engineering,  ci sono altri tre problemi fondamentali che spiegano il difficile acchito dello smart working nella realtà imprenditoriale italiana: la presunta perdita di controllo visivo e gerarchico sul lavoratore; il timore di perdere produttività legato alla visione dello smart working come un benefit a favore del dipendente; l’enorme gap tecnologico nelle organizzazioni e nelle infrastrutture di rete”.

Ma cosa ne sarà dello smart working una volta finita l’emergenza? L’auspicio è che questo momento difficile si trasformi in un’esperienza importante da tenere a mente quando si potrà tornare alla vita di prima. Per Bonfiglio “l’Italia diventerà una Repubblica fondata sullo smart working”.

La digitalizzazione accelererà in tanti ambiti: lavoro, pubblica amministrazione, sanità, scuola, fabbriche. “Questa crisi ci ha insegnato il valore di una rete di comunicazione, ci ha insegnato il valore di un personal computer che ci permette di essere connessi con i nostri cari oltre che con l’ufficio in qualsiasi momento, ci ha insegnato il valore di poter lavorare da remoto. Nessuno sarà disposto a tornare indietro”.