COVID 19: le Regioni che rischiano di passare in giallo

23 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

La quarta ondata di COVID 19 inizia a mostrare la sua forza d’urto. Non siamo ai livelli dello scorso anno. Tanto meno la situazione è paragonabile a quella in cui sui si trovano molti paesi europei, tra cui Austria e Germania. Ma iniziano a suonare le sirene. Soprattutto in alcune regione, dove il rischio zona gialla – o peggio quella arancione – è un rischio concreto.

In Friuli Venezia Giulia, la zona gialla sarà ufficializzata venerdì prossimo, ma già da qualche giorno vige l’obbligo di mascherina anche all’aperto, discoteche chiuse e capienza dimezzata per cinema e teatri. Questo perché, a fronte di casi settimanali in costante aumento, sono state abbondantemente superate entrambe le soglie sul fronte ricoveri sopra le quali scatta il giallo (che sono il 10% di letti occupati nelle terapie intensive e il 15% negli altri reparti). Siamo rispettivamente al 15% e al 17%, con numeri in continua crescita.

Un altro territorio in bilico è la provincia autonoma di Bolzano che, con un’ordinanza, ha già anticipato  la stretta nazionale: discoteche chiuse e obbligo di mascherina all’aperto in ogni caso di assembramento, nonché obbligo di mascherina Ffp2 sui mezzi pubblici sono le misure in atto. Mentre nei Comuni “rossi” bar e ristoranti devono chiudere alle 18 e scatta il coprifuoco dalle 20 alle 5. Chiusi teatri e cinema. Obbligo di Ffp2 anche nei negozi.

Ci sono poi Veneto e Valle d’Aosta con contagi in forte crescita (circa 200 casi settimanali ogni 100mila abitanti). E tra le regioni più grandi, numeri in peggioramento in Lazio e Lombardia, con i ricoveri di pazienti Covid nei reparti ordinari saliti rispettivamente al 10 e all’11 per cento dei posti letto totali disponibili (la soglia limite per passare in giallo).

Tutto questa senza contare che, stando alle indicazioni delle degli anestesisti, la situazione potrebbe peggiorare nelle prossime settimane.

Antonino Giarratano, presidente Società Italiana di Anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), ha spiegato ieri che la quarta ondata covid in Italia rischia di mandare in crisi i reparti di terapia intensiva: servono azioni e regole prima che le regioni vadano in zona gialla per l’aumento dei ricoveri.

“Il raggiungimento dei 10mila nuovi casi di persone contagiate dal covid 19, con un +95% di ricoveri ed un +8% di presenze in terapie intensive sono segnali sempre più gravi e importanti che indicano ormai che siamo all’interno della quarta ondata. Chiediamo al governo di mettere in atto già da subito le manovre necessarie per una maggior attenzione socio-sanitaria, senza attendere il colore giallo che significa già 15% di ricoveri in più e nuovi morti”. “Con queste cifre – ha proseguito Giarratano – e con questa tendenza preoccupante, che cade nel periodo autunnale e invernale in cui le aree critiche sono già sotto pressione, nel giro di un mese il sistema ospedaliero delle terapie intensive rischia pericolosamente l’intasamento”.

Certificato verde: allo studio supergreen pass

Nel frattempo, intanto, il Governo è al lavoro per rimodulare la durata del green pass e tutelare le cosiddette ‘due G’ ovvero guariti e vaccinati secondo la formula mutuata dalla Germania: un ‘super’ documento verde, quindi, che consenta solo a queste due categorie di accedere a cinema, teatri, palestre e altre attività ludiche finendo così per limitare gli irriducibili contrari al vaccino. Non solo. Allo studio ci sarebbe inoltre la produzione della validità da dodici a nove mesi.