Covid, studio conferma: immunità dopo infezione può durare pochi mesi

27 Ottobre 2020, di Alberto Battaglia

Dal Regno Unito arrivano nuove conferme sul fatto che l’immunità che si conquista dopo aver contratto il coronavirus potrebbe essere di breve durata.
Dal monitoraggio di 356mila adulti britannici, è emerso come fra giugno e settembre la presenza degli anticorpi nella popolazione sia scesa del 26%, ovvero dal 6 al 4,4% del campione esaminato.

E’ quanto afferma il team dell’Imperial College London, che ha curato la ricerca. “Sappiamo che i raffreddori stagionali possono reinfettare le persone ogni sei mesi”, ha dichiarato la responsabile per il dipartimento malattie infettive dell’Imperial College, Wendy Barclay, suggerendo come il Covid-19 potrebbe comportarsi in modo analogo e far cadere ogni speranza che si possa creare un’immunità di gregge lasciando che il contagio si propaghi.

Un’immunità dalla vita breve

“L’immunità sta diminuendo abbastanza rapidamente, a soli tre mesi dal nostro primo [ciclo di test] stiamo già mostrando un calo del 26% negli anticorpi “, ha detto la professoressa Helen Ward, uno dei ricercatori coinvolti nella ricerca.

Gli anticorpi sembrano aver abbandonato più fretta gli over 65 e i soggetti che avevano avuto un’infezione priva di sintomi, mentre sarebbero stati più persistenti fra le persone che avevano contratto il Covid-19 nelle forme più visibili.
Il numero di operatori sanitari con anticorpi è rimasto relativamente alto, il che, secondo i ricercatori, potrebbe essere dovuto alla regolare esposizione al virus.
Barclay ha aggiunto che “ancora no sappiamo quale livello di anticorpi sia necessario nel sangue per prevenire l’infezione”, questo “è un aspetto fondamentale da capire”.

Già lo scorso luglio uno studio condotto dal King’s College di Londra aveva messo in luce come l’immunità al coronavirus tendesse a ridursi in seguito alla guarigione.
“Se l’infezione ti dà livelli di anticorpi che calano in due o tre mesi”, aveva detto l’autrice dello studio al Guardian, “anche il vaccino potenzialmente potrebbe fare la stessa cosa”.