COVID 19: Gryphon corre veloce negli Usa, incidenza dal 4 al 41% in un mese

5 Gennaio 2023, di Mariangela Tessa

Mentre i riflettori sulla nuova ondata di contagi da Covid 19 sono puntati sulla Cina, negli Stati Uniti corre veloce l’incidenza della nuova variante XBB 1.5, ribattezzata Gryphon. Secondo gli esperti dei Centers for disease control (Cdc), nell’ultimo mese la sottovariante Omicron è passata dal 4% al 41% dei contagi mentre nel nel Nord est del Paese si arriva ormai al 75% dei casi.

Virologi citati dalla Cnn affermano che ci sono tutte le premesse che si verifichi una nuova ondata di casi negli Stati Uniti, anche se non è ancora chiaro quanto sarà grande il suo impatto e se potrebbe causare più ricoveri rispetto alle precedenti varianti.

“Da alcuni mesi non vediamo una variante decollare a quella velocità”, ha affermato alla Cnn Pavitra Roychoudhury, direttrice del sequenziamento del Covid-19 presso il laboratorio di virologia della University of Washington School of Medicine.

Gryphon preoccupa gli scienziati non solo per la sua maggiore contagiosità ma anche per una maggiore capacità di eludere gli anticorpi neutralizzanti indotti dai vaccini o da precedenti infezioni. Tuttavia finora non sembra per ora mostrare sintomi diversi da quelli conosciuti o una maggiore aggressività. Si parla di forte mal di gola, tosse, stanchezza, dolori articolari e muscolari diffusi con maggiore coinvolgimento delle alte vie aeree.

Ue chiede ai Paesi membri di introdurre test per chi arriva dalla Cina

Nel frattempo, per frenare la diffusioni di nuove varianti in arrivo dalla Cina, dove secondo l’OMS l’epidemia è sottostimata, la Presidenza svedese di turno dell’Ue, ha comunicato ieri che gli Stati Ue sono “fortemente incoraggiati a introdurre per tutti i passeggeri in partenza dalla Cina agli Stati membri il requisito di un test covid-19 effettuato non oltre le 48 ore prima dalla partenza dalla Cina”. È una delle raccomandazioni emerse durante la riunione del Meccanismo integrato di risposta alle crisi, insieme all'”incoraggiamento a effettuare test anti-Covid a campione a chi arriva dalla Cina” e alla “promozione delle vaccinazioni, incluse le dosi booster e in particolare ai più vulnerabili”.

A proposito della situazione in Cina, l’Oms ha affermato che le statistiche ufficiali cinesi non sono al passo con la ripresa dell’epidemia nel Paese. “Riteniamo che le cifre attualmente pubblicate dalla Cina sotto-rappresentino il reale impatto della malattia in termini di ricoveri ospedalieri, ricoveri in terapia intensiva e soprattutto in termini di decessi”, ha dichiarato in una conferenza stampa Michael Ryan, responsabile dell’Oms per la gestione delle emergenze sanitarie.