Cottarelli pronto a rinunciare: voto o governo? I tre scenari possibili

30 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un vero caos politico è quello che nelle ultime ore si sta creando in Italia all’estenuante ricerca di un governo.

Nella notte si riapre la tratativa Lega-M5s con il capo politico pentastellato, Luigi Di Maio che ritira l’impeachment per Mattarella e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni pronta a dare il suo sostegno ad un governo gialloverde. Ma stamani la doccia fredda di Matteo Salvini che chiude la porta in faccia a Di Maio.

“La riapertura di Di Maio? Non siamo al mercato ed è anche una questione di dignità. Abbiamo provato a fare un governo con il centrodestra e poi con i cinque stelle ci hanno sempre detto no. Non svendiamo l’Italia. Spero che si torni al voto prima possibile ma non a fine luglio perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani e i lavoratori stagionali”.

Idea “fiducia tecnica” a Cottarelli

Il problema è che Carlo Cottarelli non ha ancora sciolto la riserva sull’incarico datogli dal Capo dello Stato con cui ha constatato l’emergere nelle ultime ore della possibile nascita di un governo politico. Secondo Democratica, il sito di notizie del PD, il presidente del Consiglio incaricato, il secondo dopo Giuseppe Conte, starebbe cercando di ottenere una “fiducia tecnica”, convincendo tutti i partiti ad astenersi durante il voto di fiducia, invece del voto contrario. È una formula mai utilizzata in precedenza che aiuta bene a capire quanto delicata sia la fase attuale.

Cosa potrebbe accadere se il premier incarico rifiutasse invece l’incarico, per questo o quell’altro motivo? Gli scenari ipotizzati dall’Ansa sono tre:

  1. Scioglimento immediato delle Camere ed elezioni il prima possibile, a fine luglio,
  2. accordo tra le forze politiche sulla sopra citata “fiducia tecnica” per varare una legge di bilancio light e consentire il voto subito dopo a ottobre,
  3. ritorno a una maggioranza di governo Lega-M5s che come ha sottolineato Di Maio c’è già e ora sarebbe pronta ripartire.

Rimarrebbe ovviamente il nodo del ministro dell’Economia, il pomo della discordia tra Lega-M5s e il Quirinale. Nelle ultime ore circola anche una nuova ipotesi in cui Giancarlo Giorgetti o Matteo Salvini sarebbero indicati come possibili nomi per la premiership.

Fonti del Carroccio a La Repubblica chiariscono che però la Lega, forte della crescita dei consensi nei sondaggi (+10% al 27,5% rispetto al risultato del 4 marzo, stando alle rilevazioni di SWG), preferisce andare al voto subito infine la posizione del partito sulla crisi di governo:

“Non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze, ma ridiamo la parola agli italiani il prima possibile”. Salvini dice di essere convinto di poter ottenere una marea di voti in caso di ritorno alle urne.