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Anasf, così contribuiamo a dare valore

La consulenza finanziaria è oggi una professione matura e centrale: un traguardo raggiunto anche grazie a cinquant’anni di impegno dell’Anasf su tutela, rappresentanza ed evoluzione del ruolo al servizio di clienti e dell’economia reale

La consulenza finanziaria è oggi una professione matura, riconosciuta e centrale nei processi di tutela del risparmio e di accompagnamento delle famiglie italiane in quelle che sono le scelte economiche più rilevanti.
Questo risultato non è frutto del caso, ma di un percorso lungo e strutturato, nel quale Anasf ha avuto – e continua ad avere – un ruolo determinante nel sancire veri e propri punti di svolta, segnando più volte un “prima” e un “dopo” nella storia della consulenza finanziaria italiana.
Una consulenza che, ogni giorno, prestiamo ai cittadini a livello tecnico e strategico, esplicitando la nostra capacità di comprendere e decodificare il contesto normativo, economico e sociale per le singole realtà individuali con fiducia, responsabilità e competenza affinché le scelte di investimento compiute insieme ai risparmiatori estendano il contributo positivo anche all’economia reale.

L’impegno per i cittadini.
In questo scenario, il valore della consulenza cresce nella misura in cui è riconosciuta, tutelata e rappresentata. E proprio qui si colloca il ruolo di Anasf che, il prossimo anno spegnerà le 50 candeline.
Da cinque decenni partecipiamo attivamente alla vita del Paese, contribuendo in modo concreto alla sua rinascita e al suo sviluppo, attraverso una presenza costante al fianco dei cittadini soprattutto nei diversi periodi di crisi economica che si sono susseguiti nel tempo e davanti a sfide complesse come quella posta dalla pandemia.

Le sfide per il futuro.
Abbiamo tutelato in modo determinante la professione del consulente finanziario. Siamo intervenuti per evitare obblighi come l’iscrizione all’Oam, il divieto agli inducement di Esma, e l’obbligo di praticantato. Abbiamo agito anche sul Regolamento Intermediari, su aspetti come conservazione documentale e accesso.
Senza Anasf, oggi i consulenti si chiamerebbero ancora promotori finanziari e l’Ocf non avrebbe poteri di vigilanza. L’Associazione ha inoltre lavorato su Irap, Isa, e ottenuto l’inclusione della categoria nei Decreti Sostegni. Ha favorito anche il Regime dei Minimi per facilitare l’accesso dei giovani alla professione.Un momento di svolta è coinciso con l’evoluzione del quadro europeo della consulenza, dalla Mifid, alla Ris alla Siu, in particolare con l’introduzione di normative che hanno imposto maggiore trasparenza, centralità del cliente e chiarezza nei modelli di servizio.
Anche in questa fase l’Anasf ha accompagnato il cambiamento, supportando i consulenti finanziari nel passaggio verso modelli sempre più orientati alla pianificazione e alla relazione di lungo periodo, piuttosto che alla mera intermediazione. Difendere modelli professionali sostenibili, promuovere regole equilibrate, garantire percorsi di accesso e di aggiornamento adeguati significa permettere a tutti i colleghi di concentrarsi su ciò che conta davvero: il servizio al cliente.

Il ruolo chiave dell’Anasf.
Quello di Anasf è un lavoro silenzioso, ma determinante. Senza una voce autorevole nei luoghi in cui si scrivono le regole, la consulenza finanziarie rischierebbe di essere compressa da logiche estranee alla sua funzione socio-economica con il rischio di non essere ricompresa nel novero delle attività di progettazione e sviluppo degli organi decisori, come ad esempio, da ultimo il nuovo Piano nazionale per l’economia sociale del Paese, presentato dal ministero dell’Economia alla cui consultazione abbiamo partecipato esponendo la nostra funzione e il nostro piano di azione.
In sintesi, crediamo fortemente che la rappresentanza sia lo strumento principale di creazione del valore. Essere soci Anasf significa contribuire a una comunità solida che sostiene la professione, ne promuove l’evoluzione e lavora alacremente per renderla sempre più riconosciuta e apprezzata.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di febbraio 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.