Cosa vogliono gli italiani dalla propria banca

26 Gennaio 2022, di Massimiliano Volpe

Gli italiani detengono la propria liquidità principalmente presso un’unica banca e nel rapporto con questa cercano semplicità e nuovi servizi anche a seguito della svolta digitale avviata con la pandemia.

A seguito del Covid e della progressiva riduzione degli sportelli sul territorio, il 45% degli italiani ha ridotto l’accesso nelle filiali preferendo ricorrere ai servizi di digital banking.

E’ quanto emerso dall’Osservatorio Hybrid Lifestyle di Nomisma in collaborazione con Crif che ha valutato la digitalizzazione del settore banking post del Covid-19.

Come si è evoluto il rapporto con la banca

Proprio a seguito della pandemia e al minor numero di filiali, secondo Nomisma, il 68% degli italiani preferisce per con la propria banca attraverso l’utilizzo del mobile banking (da smartphone) rispetto agli altri canali di contatto. Si tratta di un fenomeno che interessa di più gli uomini (70% vs 66% donne) e le fasce d’età dei più giovani (74% tra i 18 e i 29 anni, 73% tra i 30 e i 44 anni).

Il 56% degli italiani preferisce l’uso dell’home banking (da pc) rispetto agli altri canali, si tratta in particolare dei “meno giovani” della fascia d’età 55-65 anni che hanno saputo trasformare una necessità in una virtù (63%).

Sempre secondo la ricerca il maggiore utilizzo dei servizi online ha permesso di migliorare l’esperienza digitale: per il 64% dei clienti bancari è migliorata la fruizione dei servizi bancari online e la quota di soddisfazione sale al 68% tra coloro che hanno rapporti con più di un istituto.

Per un utente su 3, l’esperienza digitale, favorita dall’attuale situazione pandemica, è diventata un elemento fondante della relazione in quanto fattore positivo in grado di rafforzare il livello di fiducia con il proprio istituto di credito, soprattutto tra coloro che hanno rapporti con più banche.

Cosa vogliono gli italiani dalla propria banca

La trasformazione digitale e le mutate esigenze dei clienti rappresentano una sfida per mantenere una relazione di lungo periodo con la propria banca.

Secondo la banca d’Italia nel nostro Paese ci sono circa 47,7 milioni di correntisti e più della metà dei rispondenti ha rapporti con un unico istituto di credito (66%).

Per il 66% degli italiani l’elemento che aiuterebbe di più ad incrementare la soddisfazione nei confronti del proprio istituti di credito è la gestione del conto corrente e delle operazioni semplice ed intuitiva.
A richiederlo sono principalmente le donne (70% vs 62% uomini) e la fascia d’età dei meno giovani (55-65 anni 78% vs 18-29 anni 59%) che hanno approcciato la trasformazione digitale come “non nativi”. Una gestione del conto intuitiva deriva da una interfaccia web altrettanto semplice, richiesta dal 40% degli italiani, ma anche sicura (38%).

Importante è anche la visione complessiva del patrimonio da poter tenere sempre sotto controllo (34% scelta a risposta multipla), elemento riconosciuto particolarmente di valore dalla fascia d’età 30-44 (41%).

Nella stessa area di interesse rientrano quei servizi in grado di facilitare la gestione dell’economia familiare, come l’analisi delle spese, con la categorizzazione per tipologia merceologica, grafici di trend (27%) – 36% per i più giovani tra i 18 e i 29 anni – e la possibilità di collegare i conti correnti posseduti presso altri istituti, per visualizzare il patrimonio totale (26%).

Esigenze che trovano sempre più un riscontro nell’offerta di alcuni istituti di credito che danno un servizio di aggregazione di conti con un livello di sicurezza elevato, nel pieno rispetto degli standard previsti dalla direttiva europea PSD2 in ambito open banking.