Corre la Borsa di Milano, Mediaset sospesa, poi +16,5%

19 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – L’addio al QE è iniziato, ma con massima cautela. A sorpresa, e smentendo chi aveva detto che non avrebbe mai avuto il coraggio di lasciare la Fed con una mossa impopolare come il tapering, Ben Bernanke ha annunciato l’inizio della manovra volta a ridurre la maxi iniezione di liquidità che sostiene dal 2009 i mercati finanziari di tutto il mondo.

Il listino Ftse Mib ha chiuso in rialzo del +1,78% a 18.453 punti. Mediaset in rally dopo che il titolo è stato anche congelato per eccesso di rialzo. Quotazioni rientrano negli scambi con un balzo di quasi il 16,45% dopo l’annuncio del progetto di scorporo delle Pay-Tv spagnole in una società aperta ad altri soci. Il piano, secondo gli analisti di Deutsche Bank, che indicano un prezzo obiettivo di 4,5 euro, si potrebbe concretizzare in fretta a tutto vantaggio del gruppo.

Bene anche le banche sulla scia dell’accordo raggiunto all’Ecofin sull’unione bancaria. Mps eccezione con un calo fisiologico dopo il balzo di ieri.

Interesse anche per Telecom (+2%) alla vigilia dell’assemblea che dovrà esprimersi sulla mozione di decadenza del Cda.

Mercati azionario europei ai massimi in due settimane. Sul fronte del mercato dei titoli di stato, lo Spread tra Btp e Bund è sceso per la prima volta da luglio 2011 sotto i 220 punti base. I rendimenti decennali si attestano sotto il 4,10%.

La Federal Reserve ha deciso che l’economia americana è abbastanza forte per poter iniziare a ridurre il suo programma di stimoli (quantitative easing): il tapering (riduzione) sta ufficialmente per cominciare, con una diminuzione di $10 miliardi al mese nell’acquisto di Treausuries e di titoli legati ai mutui, che finora è avvenuto per un valore di $85 miliardi dal settembre 2012.

Un tapering dunque graduale, come previsto da diversi economisti, la maggior parte dei quali non prevedeva tuttavia che il programma sarebbe stato annunciato già a dicembre. Reazione euforica di Wall Street: Dow Jones a nuovo massimo storico; S&P 500 +1,66% a 1.810, anche questo nuovo massimo storico.

Mercati in rialzo per un motivo molto semplice: la Fed ha assicurato che gli acquisti potranno riprendere in qualsiasi momento, allo stesso ritmo di prima, nel caso in cui i fondamentali dell’economia dovessero peggiorare.

Riguardo all’Italia, la prova della forte erosione subita dalla congiuntura è arrivata stamane con la pubblicazione di un rapporto del Centrostudi di Confindustria: l’Italia ha perso oltre il 12% di Pil dall’inizio della crisi, con 200 miliardi di euro di reddito andati un fumo. Gli effetti devastanti sono simili a quelli di una guerra. Legge stabilità, una occasione mancata.

Buy scatenati sulla borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei +1,74%, al record degli ultimi sei anni.

Sul mercato dei cambi, euro -0,04% a $1,3678; dollaro/yen -0,24% a JPY 104,01 euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,2242, euro/yen -0,23%, a JPY 142,30.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,01% a $97,79; oro sfonda al ribasso la soglia psicologica di $1.200 per la prima volta da quasi sei mesi, testando un minimo intraday a $1.198 dollari. Successivamente l’oro ha in parte recuperato terreno a 1204,70 dollari, comunque in calo di 30 dollari rispetto alla chiusura di ieri, con -2,41%.